UN ALTRO MORTO SUL LAVORO NEL VICENTINO: L’ABITUDINE A CONDIZIONI DI LAVORO PRECARIE.

Ieri a Bassano un altro morto sul lavoro. L’operaio è stato schiacciato da una pressa. Un’altra orribile tragedia. La conferma di una strage di lavoratori che continua senza soste. Questa tremenda notizia segue quella della morte di un altro lavoratore, a causa di un’esplosione avvenuta in una ditta di Arzignano solo qualche giorno fa. In Italia, da inizio anno, sono 27 i caduti nei posti di lavoro e 50 se si considerano i morti lungo le strade.
 
Nel 2015 sono stati 678 i morti per infortunio nei posti di lavoro e oltre 1.400 quelli complessivi di chi è deceduto lungo le strade o in itinere. Nel 2015 c’è stato un incremento del 2,6% rispetto al 2014 e del 6,1% rispetto al 2013. Una crescita che evidenzia come il lavoro in Italia sia sempre più precario e insicuro.
 
Alle loro famiglie di ognuno di loro vanno le più sincere espressioni di cordoglio e solidarietà di tutti.
 
Ricordare i nomi di queste vittime del lavoro serve a rendersi conto che le tragedie che accadono nel lavoro non possono ridursi a numeri di statistiche ma distruggono vite, intelligenze e speranze di persone e famiglie. Sono tragedie che difficilmente possono essere considerate solo effetto di un destino avverso.
 
Già domani pochi si ricorderanno di chi non torna dal lavoro, di chi si ammala e di chi muore di malattie professionali. Questo succede perché ci stiamo abituando al fatto che, pur di lavorare, si possono e si devono accettare condizioni di lavoro sempre più insicure e precarie. Condizioni che provocano una strage che non è un’emergenza ma una situazione endemica della società nella quale viviamo e di un modello di sviluppo basato unicamente sul profitto.
 
È ora di cambiare e di porre le questioni del lavoro, della sicurezza nel lavoro e dei diritti di chi vive del proprio lavoro al primo posto delle Politica. Invece di rendere il lavoro sempre meno garantito con decreti, leggi e “riforme” che stravolgono la Costituzione si operi perché venga finalmente attuati gli articoli che mettono al centro della nostra società i diritti di chi lavora e che sono molto chiari nel definire quali devono essere i ruoli e i compiti delle imprese, delle Istituzioni. Ruoli e compiti che devono garantire a tutti i cittadini il diritto al lavoro e non possono mai “svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” (art.41).
By | 2016-01-25T15:51:14+00:00 gennaio 25th, 2016|Sicurezza sul Lavoro|