SICUREZZA SUL LAVORO: TRA NORMATIVA E PROFILO PSICOLOGICO

La normativa della sicurezza sul lavoro

La sicurezza sul lavoro è da sempre un argomento molto dibattuto per l’importanza vitale per le implicazioni che si ripercuotono non solo sul lavoratore ma sull’intero andamento dell’ambiente dove presta la sua opera.

E’ per questo che la legge 626/94 è intervenuta nel mettere ordine e soprattutto regolamentare i principi ai quali bisogna attenersi per lavorare in sicurezza. E’ caduta infatti la mentalità “riparatoria” a favore di un approccio preventivo che si basa su una corretta informazione del lavoratore, in qualsiasi ambito si trovi.

Sulla stessa linea si trova anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità che intende la sicurezza sul lavoro non solo come salute fisica, ma anche come benessere psicologico e ambientale. A questo fine è bene puntare sull’organizzazione e sul clima che si instaura sul luogo di lavoro.  

L’importanza della psicologia del lavoro 

Alla luce di quanto detto è chiaro che figure specializzate in materie come la psicologia del lavoro, saranno sempre più richieste e necessarie per il buon andamento della resa lavorativa. 

Per chi vuole entrare in questo mondo grazie ad una laurea in psicologia del lavoro L’università Niccolò Cusano ed altre offrono la possibilità di frequentare corsi online flessibili.

La modalità e-learning permette di studiare a distanza e di recarsi presso la sede di Roma solo in occasione degli esami e naturalmente della laurea.

Un’alternativa valida alle università tradizionali per chi ha necessità di conciliare impegni lavorativi e vuole evitare spese di trasferta presso altre città.  

La sicurezza sul lavoro e la prevenzione 

Le materie che si occupano di sicurezza sul lavoro come la medicina, l’ingegneristica, la psicologia e l’ergonomia puntano soprattutto alla prevenzione e all’informazione mirata e completa dei lavoratori.

Oggi i corsi che si devono frequentare al momento dell’entrata in un’azienda prevedono una preparazione “standard” e sono affiancati all’occorrenza da altri corsi sul comportamento da assumere, per esempio in lavori che richiedono sforzi fisici e che mirano a illustrare il comportamento da tenere per evitare incidenti.

L’aspetto che però bisognerebbe curare maggiormente, prima di “istruire” il lavoratore sulle norme da seguire per lavorare in sicurezza, è quello di individuare le reali esigenze.

Ogni ambiente di lavoro infatti ha delle peculiarità e priorità. se si pensa che il comportamento votato alla sicurezza da assumere in un ufficio non è certo uguale a quello del reparto produzione, come potrebbe accadere in una fonderia o in una catena di montaggio.  

L’analisi transazionale di Berne 

Si tratta di un modello cognitivo da cui si evince la cosiddetta “matrice di svalutazione” che riguarda il modo in cui, in taluni casi, potremmo trascurare aspetti importanti di una situazione non individuando tutte le conseguenze che questa potrebbe avere su persone, cose e situazioni.

La formazione auspicata per la sicurezza sul lavoro dovrebbe quindi puntare proprio sull’individuazione dell’informazione che porta alla soluzione.

E’ richiesta quindi una presa di coscienza che possa guidare anche le scelte future. Il personale tutto va quindi sensibilizzato, chiamato in causa rispetto alle proprie esigenze e coinvolto nel processo che porta alle migliori condizioni di lavoro.

Per conoscere quindi quali sono le esigenze del personale non basta sottoporre quiz, ma bisogna intervenire con un’osservazione partecipata, esattamente come avviene in una ricerca empirica sociale, che “entra” nel problema e ne trae le dovute conclusioni.

By | 2015-11-17T18:24:04+00:00 novembre 17th, 2015|Sicurezza sul Lavoro|