RISCHIO INCENDIO: RISCHIO E CONTROLLO PERIODICO E MANUTENZIONE

La normativa, in materia di “controlli e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio” stabilisce che “gli interventi di manutenzione ed i controlli sui sistemi, i dispositivi, le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio adottate, sono effettuati nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, delle norme di buona tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione nazionali o europei o, in assenza di dette norme di buona tecnica, delle istruzioni fornite dal fabbricante e dall’installatore”.

Dunque il datore di lavoro deve svolgere la sorveglianza, il controllo, e la manutenzione delle attrezzature ed impianti di protezione antincendio in conformità a quanto previsto dalla normativa, eventualmente attraverso un modello di organizzazione o gestione di cui all’art. 30 del d.lgs. 81/2008.
Si sottolinea poi che “i controlli e le manutenzioni degli impianti e delle attrezzature antincendio devono essere riportate nel documento di valutazione dei rischi”.

Il controllo periodico consiste invece in una “misura di prevenzione atta a verificare, con frequenza di norma semestrale, la completa e corretta funzionalità delle attrezzature e degli impianti, tramite l’effettuazione dei necessari accertamenti. L’attività di controllo periodica e la manutenzione deve essere eseguita da personale competente e qualificato; le anomalie riscontrate devono essere immediatamente eliminate”.

L’ultimo termine da analizzare è la manutenzione, “l’operazione o intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato le attrezzature e gli impianti. Si divide in ordinaria e straordinaria:
– manutenzione ordinaria: “si attua in loco, con strumenti ed attrezzi di uso corrente. Si limita a riparazioni di lieve entità, che necessitano unicamente di minuterie e comporta l’impiego di materiali di consumo o la sostituzioni di parti di codesto valore espressamente previste”;
– manutenzione straordinaria: è “un intervento che non può essere eseguito in loco o che, pur essendo eseguito in loco, richiede mezzi di particolare importanza oppure attrezzature o strumentazioni particolari o comporta sostituzioni di intere parti di impianto o la completa revisione o sostituzione di apparecchi per i quali non è possibile o conveniente la riparazione”.

Un aspetto importante è poi relativo in particolare alla sorveglianza delle vie d’uscita.

Il documento ricorda infatti che molti incidenti hanno avuto “come concausa determinante l’ostruzione delle vie di esodo”. Ostruire tali vie non è solo un comportamento molto sbagliato da evitare ma è anche un’azione sanzionata penalmente.

Dunque tutte le parti del luogo di lavoro destinate a vie di uscita, quali passaggi, corridoi, scale, devono “essere sorvegliate periodicamente per assicurare che siano libere da ostruzioni e da pericoli che possano comprometterne il sicuro utilizzo in caso di esodo.
Ad esempio:
– “le porte sulle vie di uscita devono essere regolarmente controllate per garantire che si aprano facilmente. Particolare attenzione deve essere dedicata ai serramenti delle porte;
– tutte le porte resistenti al fuoco devono essere regolarmente controllate per assicurarsi che non sussistano danneggiamenti e che chiudano correttamente;
– le porte munite di dispositivi di chiusura automatici devono essere controllate periodicamente per assicurare che i dispositivi siano efficienti e che le porte si chiudano perfettamente;
– la segnaletica direzionale e delle uscite deve essere oggetto di sorveglianza per assicurarne la visibilità in caso di emergenza;
– tutte le misure antincendio previste per migliorare la sicurezza delle vie di uscita, quali per esempio gli impianti di evacuazione fumo, devono essere verificati secondo le norme di buona tecnica e sottoposti a manutenzione da parte di persona competente e qualificata”.

Per concludere il documento riporta anche specifiche indicazioni per la sorveglianza delle attrezzature ed impianti di protezione antincendio.

Queste sono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, alcune operazioni di sorveglianza che il personale addetto deve attuare con regolarità:
– “controllo che tutte le porte resistenti al fuoco siano chiuse, qualora ciò sia previsto;
– controllo che i mezzi di estinzione siano collocati nell’apposito ambito, segnalati, chiaramente visibili e facilmente accessibili e non siano stati manomessi”.
In particolare se si tratta di mezzi mobili di estinzione devono essere verificate:
– “la ricarica;
– la presenza del cartellino di manutenzione debitamente compilato;
– l’assenza di danni alle strutture di supporto;
– l’insussistenza di anomalie quali orifizi ostruiti, perdite, tracce di corrosione, sconnessioni, incrinature dei tubi flessibili”.

By |2014-12-09T18:33:45+00:00dicembre 5th, 2014|Sicurezza sul Lavoro|