PROFILI DI RISCHIO NELL’INDUSTRIA MECCANICA: ADDETTO ALLA PIEGATURA

L’addetto alla piegatura nell’industria meccanica è un lavoratore specializzato nella lavorazione a freddo dei metalli (deformazione plastica), attività che viene chiamata “piegatura”. Questo processo consiste nella curvatura di coil (lamiera in rotoli) o di lastre piane di materiale metallico laminato per creare profili geometrici. Molti dei rischi d’infortunio per questi lavoratori dipendono dall’utilizzo di alcune attrezzature di lavoro, come presse idrauliche, o meccaniche piegatrici, e calandre.

Ecco i fattori di rischio connessi alla professione.

L’addetto alla piegatura può essere soggetto a:
– “traumi, lacerazioni, contusioni, ferite provocati dalla manipolazione dei metalli, contatto con organi della macchina in movimento, cadute, scivolamenti;
– elettrocuzione o ustioni causate dal contatto con parti in tensione delle macchine;
– lesioni agli occhi e al corpo causate dalla proiezione di frammenti e dalla caduta di oggetti durante la lavorazione;
– lesioni a carico dell’apparato uditivo (ipoacusia, perdita dell’udito) causate dall’elevato rumore;
– lombalgie e traumi al rachide dovuti alle vibrazioni trasmesse al corpo intero (vibrazioni trasmesse dalle macchine/impianti a terra);
– malattie respiratorie, dermatologiche e a carico dell’apparato digerente dovuto rispettivamente ad inalazione, contatto o ingestione di prodotti chimici;
– lesioni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico causate da lavoro ripetitivo e dalla movimentazione manuale dei carichi”.

Queste invece alcune misure di prevenzione correlate ai rischi infortunistici con particolare riferimento al rischio macchina, alle emergenze e ai rischi elettrici:

– “prevedere idonee procedure ed istruzioni operative per l’attrezzaggio di impianti e macchine;
– in caso di inceppamento della macchina, vietare la rimozione delle protezioni per intervenire e attendere l’intervento di personale specializzato;
– verificare che le macchine e attrezzature siano dotate dei RES di cui alla Direttiva Macchine o alla specifica Direttiva di Prodotto;
– verificare che le macchine/impianti immesse sul mercato dopo il 21/09/1996 siano corredate da: marcatura CE; manuale d’istruzione; dichiarazione di conformità;
– verificare che le attrezzature di lavoro di cui all’Art. 70 co.2 del D.Lgs. 81/2008 siano conformi ai requisiti di sicurezza di cui all’Allegato V del medesimo decreto;
– verificare che nel corso della valutazione dei rischi siano stati individuati i rischi palesi;
– eseguire manutenzione periodica e programmata delle macchine e delle attrezzature di lavoro al fine di mantenere l’efficienza dei RES”;
– “prevedere procedure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, lotta antincendio ed evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato;
– verificare la sicurezza di apparecchiature elettriche prima del loro utilizzo. Sottoporre attrezzature elettriche difettose o che presentano anomalie sospette ad ispezione ed eventuale riparazione da parte di un tecnico elettricista qualificato e mantenere i cavi elettrici in ordine”.

Le presse piegatrici devono essere dotate, tra le altre cose, di:
– “cellule fotoelettriche a più fasci;
– ripari laterali;
– comando con arresto di emergenza”.
Inoltre la parte posteriore della macchina deve essere munita di:
– “barra distanziatrice;
– arresto di emergenza;
– cartello di divieto di accesso”.
Esiste poi la “possibilità di scelta della velocità lenta (a 10 mm/sec) con interruttore modale e comando ad azione mantenuta”?
Ed è presente il libretto d’uso e manutenzione?
È poi inserita in un “ programma di manutenzione programmata dei dispositivi di sicurezza”?
E gli operatori sono stati addestrati all’uso di questa attrezzatura ed informati degli eventuali ‘rischi residui’”?

By |2014-12-16T15:07:35+00:00dicembre 12th, 2014|Sicurezza sul Lavoro|