PROCEDURE DI SICUREZZA PER L’UTILIZZO DI AZOTO LIQUIDO

Nelle attività di manipolazione e di stoccaggio di agenti chimici sono necessarie precise procedure di sicurezza per identificare le modalità con cui devono essere portate a termine le varie operazioni e prevenirne i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.

Ad esempio una procedura di sicurezza (SIC01) è dedicata all’utilizzo di azoto liquido, utilizzo che può determinare “il rischio di lesioni gravi prodotte dal contatto con il gas a bassissima temperatura (ustioni da congelamento) o rischi connessi alla natura del gas stesso quando questo ritorna alla sua fase gassosa”.

Poiché lo stoccaggio e la manipolazione dei gas liquefatti refrigerati, se effettuato in maniera non corretta può procurare danni a persone e a cose, per evitare o ridurre i rischi connessi all’utilizzo di tali sostanze occorre prima dell’uso:

– “conservare i recipienti (vaso dewar) di azoto liquido solamente in locali aventi caratteristiche di sicurezza secondo quanto stabilito a livello aziendale”. “Al di fuori dei locali, è consentito detenere al massimo un contenitore di 5 litri di gas liquefatto per l’attività corrente;
– formare adeguatamente tutto il personale addetto alla manipolazione dell’azoto liquido sulle modalità operative e sugli aspetti relativi ai rischi connessi suo impiego e alla sua conservazione;
– disporre e verificare che solo il personale opportunamente formato manipoli il gas liquefatto refrigerato;
– rendere disponibili sul posto di lavoro tutti i DPI previsti per la manipolazione delle sostanze e dei preparati pericolosi;
– indossare i DPI previsti nella scheda di sicurezza e nel Catalogo aziendale dei DPI verificandone preventivamente lo stato di efficienza;
– verificare il che l’impianto di ricambio dell’aria sia in funzione”.

Invece durante l’uso occorre:
– “per le operazioni di manipolazione attenersi scrupolosamente alle informazioni e alle indicazioni di sicurezza e ai consigli di prudenza riportate sull’etichetta del recipiente o sulla relativa scheda di sicurezza;
– effettuare le operazioni di travaso e spillatura solamente all’interno di un locale avente le caratteristiche indicate” nella apposita scheda tecnica redatta dal SPP “eseguendo l’intervento con l’impianto di estrazione regolato sulla velocità massima”;
– accertarsi che durante queste operazioni sia presente almeno un’altra persona esperta nelle vicinanze che possa prestare soccorso in caso di necessità”.

E dopo l’uso:
– “procedere alla chiusura del contenitore di azoto liquido che è stato utilizzato;
– ripristinare le condizioni standard nel locale dove vengono conservati i contenitori dei gas criogenici (sistema di estrazione dell’aria alla prima velocità, porta chiusa con le indicazioni di divieto di accesso al personale non autorizzato)”.

Si ricorda poi che nel caso di fuoriuscite accidentali di azoto liquido dai contenitori da 5 litri detenuti in laboratorio è necessario “arieggiare immediatamente il locale aprendo le finestre”. Inoltre occorre:
– “evitare la fuoriuscita dal locale dei vapori azoto e impedire l’accesso al personale, chiudendo la porta e segnalando il divieto di accesso;
– rientrare nel locale solamente dopo un congruo lasso di tempo che garantisca il ripristino di una corretta percentuale di ossigeno nell’ambiente;
– evitare di rientrare se nelle immediate vicinanze non è presente nessuno”.
La scheda ricorda che nell’Azienda Ospedaliero Universitaria nel caso di fuoriuscite accidentali, di azoto liquido da grandi contenitori stoccati in locali di deposito, “l’emergenza è segnalata dal sistema di rilevazione della concentrazione di ossigeno, il quale attiva automaticamente la seconda velocità dell’aspiratore e l’allarme”. Si indica infine di “evitare di entrare nel locale fino a quando la concentrazione dell’ossigeno non sia ritornata al valore del 19 – 20%”.

By |2014-11-26T16:20:26+00:00novembre 26th, 2014|Medicina e Salute, Sicurezza sul Lavoro|