PREVENZIONE INCIDENTI CARRELLI ELEVATORI

Esistono due tipi di prevenzione:

– prevenzione attiva: “sono sistemi che, in funzione delle condizioni operative del carrello, intervengono su uno o più parametri dello stesso per incrementare la sicurezza (limitatore di velocità, controllo di stabilità e di sterzata, controllo del brandeggio, limitatore dell’oscillazione dell’assale);
– prevenzione passiva: interventi finalizzati ad evitare che il verificarsi del ribaltamento accidentale del carrello possa comportare conseguenze gravi per l’incolumità del lavoratore. Ovvero sistemi che trattengono l’operatore al posto di guida indipendentemente dalle condizioni operative del carrello (cabine chiuse con porte rigide, barriere laterali o cancelletti, cinture di sicurezza)”.

Riguardo ai sistemi di prevenzione ricordiamo anche quanto dice l’allegato V del D. Lgs. 81/2008 relativamente ai “requisiti di sicurezza delle attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, o messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente alla data della loro emanazione”. Al punto 2.5 in particolare si richiama la necessità di limitare i rischi derivanti dal ribaltamento delle attrezzature di lavoro mobili con lavoratore o lavoratori a bordo:
Riguardo alla struttura di protezione del conducente si indica che tale struttura nel posto di guida “deve essere saldamente fissata al telaio del carrello. Nei carrelli elettrici, il pacco batterie deve essere saldamente fissato allo chassis, così come il cofano di chiusura su cui solitamente si trova il sedile di guida. L’interno del cofano deve trovarsi ad almeno 3 cm dalle parti in tensione della batteria, o essere rivestito internamente con materiale elettricamente isolante. In aggiunta a quanto sopra, per prevenire il rischio di ribaltamento, sono disponibili sul mercato carrelli elevatori dotati di sistemi ‘attivi’, che aumentano la stabilità del carrello, agendo automaticamente sull’oscillazione del ponte e sull’escursione del brandeggio, in relazione all’altezza di sollevamento”. Si ricorda inoltre che il posto di guida “deve essere protetto da un tettuccio che impedisce il passaggio di materiali anche minuti; nel caso di carrelli dotati di cabina, la cabina assolve automaticamente a tale compito. Nel caso di carrelli provvisti di struttura di protezione, la protezione del tetto deve essere concepita in modo tale da impedire il passaggio di materiale minuto sulla zona sovrastante quella occupata dall’operatore durante l’azionamento del mezzo (es. rete metallica, materiale plastico di idoneo spessore e resistenza). Se il carrello viene utilizzato per trasportare contenitori per liquidi, è necessario prevedere una protezione frontale del posto di guida quale, ad esempio: vetro (di tipo automobilistico), materiale plastico…”.
Il documento – che si sofferma anche sui sistemi di protezione attiva – ricorda che i sistemi di protezione passiva per conducenti di carrelli elevatori “si basano sul principio di trattenere l’operatore all’interno di un ‘volume di sicurezza’. Questi devono corrispondere a determinati criteri, per la riduzione di incidenti gravi e mortali”.
In particolare i sistemi di protezione devono essere:
– “sempre efficienti durante la marcia del carrello elevatore, senza richiedere alcun intervento del conducente;
– costruiti in modo tale che i conducenti non vengano sostanzialmente ostacolati durante la retromarcia e la salita/discesa;
– adatti per tutte le altezze corporee;
– facilmente verificabili e soggetti a manutenzione contenuta;
– affidabili;
– costruiti in modo tale da permettere una gestione facile del sistema, possibilmente senza richiedere il coordinamento occhio-mano.
Solo la presenza di tutte queste caratteristiche conferisce al sistema di protezione un’alta accettabilità da parte dei conducenti di carrelli elevatori”.
I sistemi di ritenuta per conducenti “sono state suddivisi in due sottogruppi:
– sistemi integrati nel sedile;
– sistemi integrati nel veicolo”.

By |2015-03-24T10:29:07+00:00marzo 5th, 2015|Sicurezza sul Lavoro|