PREVENIRE GLI INCIDENTI NELL’UTILIZZO DI NASTRI TRASPORTATORI

Per la movimentazione meccanica dei carichi nelle aziende sono spesso impiegati i nastri trasportatori, che trovano ad esempio diffuso utilizzo nei reparti di produzione e montaggio delle aziende del comparto metalmeccanico.
Questi nastri, che si presentano con una grande varietà di forme e dimensioni, hanno alcune caratteristiche comuni: l’avvolgimento del nastro su tamburi o rulli e delle catene su ruote dentate generalmente montate sulle estremità e l’appoggio intermedio su rulli di sostentamento. Un’altra caratteristica è quella di presentare diversi rischi di tipo meccanico per i lavoratori, ad esempio correlati al possibile contatto del lavoratore con i vari elementi che compongono il nastro trasportatore nel suo complesso.

Ci soffermiamo in particolare sui rischi di contatto di parti del corpo con superfici di elementi in rotazione:
– “trascinamento;
– schiacciamento;
– investimento da caduta materiale trasportato”.

I rischi dei nastri trasportatori sono infatti per lo più legati al “movimento rotatorio degli organi, che tendono a trascinare e ad avvolgere su se stesso qualsiasi oggetto entri in contatto con loro durante il movimento (parti di indumenti, capelli, parti anatomiche)”.
In particolare le conseguenze di un trascinamento accidentale sono molto variabili, “in funzione della parte anatomica interessata, delle dimensioni e della velocità del nastro. Si possono subire solo piccoli schiacciamenti e/o tagli all’estremità delle dita, ma anche lesioni più gravi come l’amputazione delle stesse o anche trascinamenti delle intere braccia con conseguente amputazione per strappo e/o stritolamento; infine, lo scalpo del cuoio capelluto nel caso si venga trascinati per i capelli. Inoltre, il trascinamento può provocare urti violenti contro oggetti vicini o contro la struttura della macchina, con conseguenti traumi”. Senza dimenticare che il pericolo di morte è elevato, anche perché le “amputazioni importanti portano a violente emorragie”.

Un altro rischio è relativo al contatto con il materiale trasportato.

Il materiale trasportato dal nastro – a causa di un malfunzionamento, inadeguatezza delle protezioni laterali o scorretto caricamento dello stesso – “può creare inceppamenti, blocco del nastro e anche la caduta dello stesso materiale; la caduta del materiale può essere un semplice slittamento sul nastro stesso con parziale investimento dell’operatore, o una caduta dal nastro verso il pavimento nell’area di azione dell’operatore, con investimento vero e proprio dell’operatore stesso. Questi eventi possono essere aggravati dalle dimensioni, dalla forma e dalla natura del materiale trasportato (peso, presenza di zone taglienti, pungenti, ecc.)”.

Spesso il verificarsi di incidenti con i nastri trasportatori è legato soprattutto “all’inosservanza delle più elementari norme di sicurezza della macchina, ovvero a negligenze (mancata delimitazione degli spazi tra i lavoratori e il nastro trasportatore, mancata segregazione degli organi in movimento, soprattutto di quelli collegati agli ingranaggi), inadeguatezza o assenza delle protezioni laterali, carenza di informazione ai lavoratori circa il divieto di interventi sul nastro in movimento”.

Queste sono infatti alcune possibili cause di infortuni:
– “scarsa organizzazione degli spazi in prossimità del nastro;
– assenza di protezioni e sistemi di blocco;
– effettuazione di manutenzione e/o regolazione con il nastro in movimento”.

Ecco alcuni elementi per la prevenzione dei vari possibili incidenti con i nastri trasportatori.

Riguardo al rischio di contatto di parti del corpo con superfici di elementi in rotazione queste sono le misure di prevenzione necessarie:
– “delimitazione degli spazi nell’intorno del nastro trasportatore;
– utilizzo di nastri provvisti di protezioni mobili con dispositivo di blocco;
– utilizzo di nastri provvisti di carter con dispositivo di blocco elettrico in caso di rimozione;
– esecuzione di regolazioni, manutenzione e pulizia solo a macchina ferma;
– utilizzo di indumenti di lavoro idonei”.

By |2014-12-16T15:09:34+00:00dicembre 15th, 2014|Sicurezza sul Lavoro|