PIATTAFORME DI LAVORO ELEVABILI: NORME TECNICHE E PREVENZIONE

La nuova Norma UNI EN280:2013 “specifica i requisiti tecnici e le misure di sicurezza per tutti i tipi e per tutte le dimensioni di piattaforme di lavoro elevabili, destinate a spostare persone alle posizioni di lavoro da cui possano svolgere mansioni dalla piattaforma di lavoro, con l’intendimento che le persone accedano ed escano dalla piattaforma di lavoro attraverso una posizione di accesso ben definita: a livello del terreno o del carro. Ciò non significa che sia vietato lo sbarco in quota, solo che la norma non prende in considerazione tale rischio”.
Le slide relative all’intervento, che vi invitiamo a visionare integralmente, riportano poi ulteriori indicazioni su vari aspetti della nuova norma: classificazione, visibilità movimenti comandati da terra, inclinometro, limitatore di carico, limitatore di momento, arresto di emergenza, schiacciamento, correzione livellamento, piattaforma di lavoro, dispositivi di sicurezza, …

Inoltre, conclude il relatore, ilrispetto delle norme di sicurezza da parte dei progettisti, dei costruttori e degli operatori “è un formidabile contributo alla riduzione degli infortuni, per la maggior parte determinati dall’uomo più che dalle macchine”. Tuttavia non basta la conoscenza delle norme e il loro rispetto: “è necessario che gli operatori siano adeguatamente formati ed addestrati” se veramente si vuole ridurre il numero di incidenti.

Il secondo documento, dal titolo “DPI contro la caduta dall’alto durante l’uso di PLE a braccio estensibile e attrezzature multifunzionali” è stato invece elaborato dal gruppo di lavoro D-A-CH-S, un gruppo di lavoro internazionale formato da esperti provenienti dalla Germania, Austria, Svizzera e Alto Adige che ha lo scopo “perseguire regolamenti standardizzati internazionali per sistemi di protezione contro le cadute dall’alto nei lavori in quota”.

La scheda prodotta dal D-A-CH-S vuole contrastare il rischio di caduta dall’alto da PLE.

Infatti durante l’ uso di una PLE c’è il pericolo per l’operatore di essere sbalzato fuori o di cadere dalla piattaforma di lavoro, con un effetto frusta o catapulta che può dipendere da vari fattori: “spostamento, urti, scarico di materiale, incastramento della PLE, buche durante lo spostamento della PLE, scavalcare la ringhiera, difetto tecnico”, …

Dunque bisogna utilizzare “durante il lavoro in una PLE semovente a braccio estensibile un’imbracatura anticaduta collegata con un mezzo di collegamento registrabile con assorbitore di energia a un punto di ancoraggio definito dal costruttore”.

Altre indicazioni fornite dal documento:
– “rispettare le indicazioni fornite dal costruttore della PLE!
– in PLE a braccio estensibile, per via del non escludibile effetto frusta/catapulta, deve essere prescritto l’uso di DPI contro la caduta dall’alto. Per questo motivo possono essere usate solo le PLE con punti d’ancoraggio predefiniti per i DPI contro la caduta dall’alto dal costruttore;
– una caduta al di fuori della ringhiera deve essere esclusa, perché la caduta potrebbe causare il ribaltamento della PLE, o la portata del punto d’ancoraggio potrebbe essere superata. Per questi motivi i mezzi di collegamento”, in relazione alla geometria del cestello della PLE e dei lavori da svolgere, “devono essere tenuti più corti possibili”;
– “usare mezzi di collegamento registrabili con assorbitore di energia o dispositivo anticaduta retrattile” (nel documento vengono forniti ulteriori particolari tecnici);
– “durante lo spostamento della PLE usare sempre il collegamento più corto (p. e. punto d’ancoraggio corrente intermedio ad attacco sternale);
– bisogna sempre pianificare il salvataggio”.

By |2015-02-27T17:28:27+00:00febbraio 25th, 2015|Sicurezza sul Lavoro|