OTTOMILA MORTI L’ANNO PER INFLUENZA COMUNE. IMPORTANZA DEL VACCINO.

La comune influenza stagionale, causa 8000 morti l’anno, il doppio rispetto agli incidenti stradali e quasi 8 volte quelli per Aids.
L’arma fondamentale rimane il vaccino, soprattutto per quelle categorie a rischio affette da malattie croniche e per gli anziani, anche sani.
Fra i malati cronici che dovrebbero vaccinarsi ci sono i diabetici, chi soffre di insufficienza cardiaca, renale, epatica o polmonare, e gli immunodepressi (sieropositivi per HIV).
Anche per medici e infermieri è fortemente raccomandata la vaccinazione sia per protezione individuale, sia per evitare di essere fonte di contagio per i pazienti che assistono. Analogamente, si devono vaccinare i conviventi familiari di pazienti affetti da malattie croniche”.
Il vaccino si somministra in un’unica dose entro il mese di novembre, eccezion fatta per i bambini sotto i 9 anni mai vaccinati, per i quali sono previste due dosi a distanza di un mese l’una dall’altra.
La trasmissione interumana del virus dell’influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie.
Si raccomandano le seguenti azioni:
1. Lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici) 
2. Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani)
3. Isolamento volontario a casa di delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale
4. Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali)
In presenza di una buona corrispondenza fra la composizione del vaccino e i virus influenzali circolanti, l’efficacia stimata, in adulti sani, varia dal 70 al 90%. Nei bambini e ragazzi fino a 16 anni è stimata un’efficacia pari al 60-70%.
Negli anziani che vivono in comunità, l’efficacia stimata della vaccinazione, nel ridurre la mortalità legata all’influenza, varia dal 23 al 75%. Se si considerano gli anziani che vivono in strutture di lungo-degenza, la stima di efficacia nel ridurre i decessi è del 23-79%.
Il vaccino antinfluenzale è indicato per tutti i soggetti che desiderano evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni.
I vaccini disponibili in Italia sono tutti inattivati e quindi non contengono particelle virali intere attive e sono classificabili nei seguenti tipi:
- vaccino split, contenente virus influenzali frammentati
- vaccino a subunità, contenente solo gli antigeni di superficie, emoagglutinina e neuraminidasi
- vaccino virosomiale, contenente gli antigeni di superficie emoagglutinine e neuroaminidasi legati a virosomi come sistema carrier/adiuvante
- vaccino adiuvato, contenente gli antigeni di superficie emulsionati ad adiuvante oleoso
metabolizzabile (MF59).
- vaccino intradermico, è un vaccino split, confezionato in una siringa particolare che consente di inoculare nel derma la dose desiderata (concentrata in 0,1 ml di volume).
Controindicazioni e precauzioni
Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a:
- Lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce d’età).
- Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente somministrazione di vaccino o ad uno dei suoi componenti.
- Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre, costituisce una controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta.
Non vi è controindicazione a vaccinare le persone asintomatiche, pur se infette, nel periodo epidemico.
False controindicazioni sono
- Allergia alle proteine dell’uovo, con manifestazioni non anafilattiche;
- Malattie acute di lieve entità;
- Infezione da HIV ed altre immunodeficienze congenite o acquisite.
La condizione di
 immunodepressione non costituisce una controindicazione alla somministrazione della vaccinazione antinfluenzale. La somministrazione del vaccino potrebbe non evocare una adeguata risposta immune.
Il vaccino antinfluenzale non interferisce con la risposta immune ad altri vaccini inattivati o vivi attenuati.
Negli adulti ad alto rischio di complicazioni e negli anziani, la vaccinazione antinfluenzale è l’occasione opportuna per somministrare contemporaneamente altri vaccini, quali l’antipneumococcico, per prevenire le complicanze dell’influenza o di altre infezioni virali dell’apparato respiratorio, e l’antitetanico, per prevenire i rischi di tale infezione.

By |2014-10-07T10:38:49+00:00ottobre 6th, 2014|Medicina e Salute, Tutela Ambientale|