MICROCLIMA: QUALITÁ DELL’ARIA NEI LUOGHI DI LAVORO

La qualità microbiologica dell’aria di un ambiente di lavoro è direttamente influenzata da fattori ambientali e microclimatici che possono determinare o contribuire a sostenere le condizioni ottimali per lo sviluppo e la proliferazione dei microorganismi.

Il fattore microclimatico diventa fondamentale negli spazi chiusi, e quindi va da sé che il monitoraggio dei parametri microclimatici ed il controllo dell’aerazione è uno dei principali elementi che concorrono al mantenimento di una buona qualità dell’aria indoor, e contribuisce al buono stato di salute del lavoratore.
Durante la campagna per il monitoraggio della contaminazione microbica degli ambienti di lavoro è, quindi, importante affiancare alle misure microbiologiche misure microclimatiche.
La valutazione di alcuni parametri microclimatici permette di ottenere utili informazioni sulle condizioni ambientali in relazione allo sviluppo dei microorganismi, in particolare temperatura, velocità dell’aria e umidità. Il valore di umidità relativa può essere indicativo di condizioni favorenti lo sviluppo di condensa del vapore d’acqua sulle pareti e quindi del rischio di formazione di colonie batteriche e/o fungine.
È utile valutare la correlazione del dato dell’umidità relativa con la concentrazione microbica (soprattutto fungina) mediante test statistici; in particolare risulta efficace la correlazione tramite regressione lineare.

Indicazioni operative
Per le misurazioni microclimatiche da effettuare in concomitanza ai rilievi microbiologici si può utilizzare:

• una centralina microclimatica in grado di rilevare i parametri fondamentali, ovvero:
– temperatura umida a ventilazione naturale
– temperatura umida a ventilazione forzata
– temperatura secca a ventilazione forzata
– temperatura globotermometrica
– velocità dell’aria
• una sonda termoigrometrica

L’utilizzo di una centralina microclimatica richiede maggiore tempo sia per la misura che per la successiva elaborazione dei dati, ma permette di valutare contemporaneamente sia le condizioni favorenti la crescita microbica sia il benessere dei lavoratori, attraverso gli indici di Ranger. La sonda termoigrometrica è uno strumento dall’utilizzo decisamente più agevole e speditivo, ma restituisce informazioni solo per quanto riguarda le caratteristiche ambientali tal quali.
In entrambi i casi le sonde necessitano di un periodo cosiddetto di “acclimatazione” per far fronte alla eventuale differenza di temperatura tra l’ambiente da campionare e l’ambiente da cui provengono gli strumenti. Il tempo di acclimatazione dipende da tale differenza; in ogni caso è utile prevedere un periodo di almeno 10 minuti, durante il quale si può effettuare un rilievo con o senza registrazione del dato.

Centralina microclimatica
a) Impostazioni
È necessario impostare la frequenza di registrazione del dato rilevato dalle singole sonde in base al tipo di ambiente oggetto del monitoraggio, secondo il Manuale d’uso della centralina.
Il parametro che in ambienti chiusi può maggiormente subire variazioni istantanee è la velocità dell’aria: pertanto, è necessario valutare attentamente le condizioni ambientali, per impostare correttamente la frequenza di registrazione della sonda relativa.
b) Posizionamento della centralina
La scelta della postazione in cui effettuare i rilievi microclimatici deve essere effettuata in base all’osservazione dell’ambiente di lavoro, alle postazioni occupate dai lavoratori, ai punti nei quali è stato eseguito il campionamento microbiologico.
Possono essere seguiti alcuni criteri generali:
• effettuare il rilievo in corrispondenza dei prelievi microbiologici
• se l’ambiente è piccolo e uniforme: effettuare un solo rilievo al centro del locale
• se vi sono fonti di calore o di basse temperature localizzate: effettuare un rilievo a centro ambiente ed uno nei pressi della fonte di calore, tenendo nota se si tratta di una postazione occupata stabilmente o saltuariamente dai lavoratori
• se vi sono correnti d’aria o fonti di turbolenza dell’aria: effettuare un campionamento in prossimità del punto di ingresso della turbolenza nell’ambiente di lavoro, uno in una postazione che non risente di tale corrente d’aria, ed uno a centro-ambiente.
• se è presente un sistema di condizionamento dell’aria: effettuare un rilievo a centro-ambiente, uno in prossimità delle bocchette di mandata dell’aria.
• effettuare un campionamento in esterno nel punto di prelievo dell’aria immessa nel locale. Il prelievo esterno è utile, così come per il prelievo microbiologico, per poter valutare l’origine delle condizioni indoor riscontrate.
La posizione del rilievo deve essere annotata sulla planimetria dell’ambiente di lavoro
e numerata in maniera univoca.

By | 2015-04-14T13:29:49+00:00 marzo 30th, 2015|Sicurezza sul Lavoro|