LE RESPONSABILITÀ DEL DIPENDENTE LAVORATORE.

Con il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro “oltre a datore di lavoro, dirigenti e preposti anche lo stesso lavoratore ha obblighi finalizzati proprio a prevenire il verificarsi di un evento lesivo in danno proprio, di altri lavoratori o di terzi”.

 

In particolare è l’articolo 20 prescrive obblighi a carico dei lavoratori in materia di sicurezza: la lett. H, impone ai lavoratori di partecipare ai corsi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro e la lett. i, impone l’obbligo di sottoporsi ai controlli sanitari”.

 

Questo nuovo ruolo costituisce “il nucleo centrale del sistema di prevenzione soggettivo, fondato, appunto, sulla partecipazione individuale dei singoli lavoratori”.

 

L’articolo 21 del Testo Unico prescrive obblighi “per i lavoratori autonomi (che compiono opere o servizi ai sensi dell’articolo 2222 c.c., nonché soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, coltivatori diretti del fondo, artigiani, piccoli commercianti) e per i componenti dell’impresa familiare, di cui all’art. 230-bis c.c.”.

Norma che si applica anche ai volontari, come definiti in particolare dalla nuova versione dell’art. 3, comma 12-bis del d.lgs. n. 81/2008 modificata dal d.l. 21 giugno 2013, n. 69, c.d. Decreto del Fare, convertito nella l. 9 agosto 2013, n. 98.

Si tratta di “obblighi in materia di attrezzature di lavoro, dispositivi di protezione individuale e tessera di riconoscimento”.

 

E infine gli articoli 59 e 60 del d.lgs. 81/2008 sanciscono le sanzioni da applicare ai lavoratori, nel caso di violazione degli articoli 20 e 21.

 

Con il Testo Unico il lavoratore non è dunque più considerato “soltanto beneficiario delle norme prevenzionistiche ma anche soggetto attivo del reato”.

Insomma il lavoratore non è solo “soggetto passivo dal quale esigere il rispetto e l’esecuzione di ciò che altri soggetti stabiliscano ma attore capace di influire e influenzare, con il suo apporto, il sistema di organizzazione della sicurezza; non più solo creditore di sicurezza ma anche debitore della stessa, obbligato cioè a collaborare con gli altri soggetti della sicurezza in virtù dei compiti di intervento, di segnalazione, di controllo e del suo fattivo contributo nell’organizzazione aziendale”.

In questo senso è tenuto a “partecipare ai programmi di formazione e addestramento organizzati dal datore di lavoro; è, altresì, tenuto a osservare le norme poste dal legislatore ed eventualmente dal datore di lavoro in materia di sicurezza; è, comunque, tenuto ad assumere comportamenti avveduti, accorti, prudenti, al fine di tutelare il bene salute sua e degli altri lavoratori e/o terzi”.

 

La giurisprudenza per molti anni ha “ignorato il comportamento del prestatore di lavoro” e recentemente ha cominciato “a prendere atto della ‘nuova filosofia’ in materia e del nuovo ruolo che compete al lavoratore subordinato nel panorama dei molti soggetti destinatari e gravati del dovere di sicurezza”.

Ad esempio viene riportata una rilevante e innovativa sentenza – Cass. pen., sez. IV, 7 novembre 2002, n. 37248 – in cui la Cassazione afferma il principio secondo il quale “il lavoratore è tenuto a svolgere un ruolo di garanzia attiva all’interno dell’impresa o dell’unità produttiva, al fine di tutelare la propria ma anche l’altrui sicurezza……”. Anche le sentenze successive “si sono allineate e confermano tale orientamento”.

 

By | 2014-12-09T12:28:08+00:00 novembre 28th, 2014|Sicurezza sul Lavoro|