LA VALUTAZIONE DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI IN AMBITO SANITARIO

Si ricorda che il D.Lgs. 81/2008 contiene, al titolo VIII, specifiche norme di tutela della salute dei lavoratori esposti agli agenti fisici. Titolo VIII che è strutturato in “capi”: il primo (capo I) presenta le disposizioni generali riguardanti la protezione dall’esposizione ad agenti fisici e i successivi riguardano il rumore (capo II), le vibrazioni (capo III), i campi elettromagnetici (capo IV) e le radiazioni ottiche artificiali (capo V).
Si sottolinea che il Capo I è pienamente in vigore dal 1° gennaio 2009 e “prescrive (all’art.181) l’obbligo per il datore di lavoro di effettuare la valutazione del rischio derivante dall’esposizione a qualunque agente fisico, compresi i campi elettromagnetici. Esso prevede inoltre che il datore di lavoro identifichi le misure di prevenzione e protezione da mettere in atto per minimizzare tale rischio. Queste prescrizioni sono anche sanzionabili ai sensi del successivo capo VI”.

Tuttavia per il capo IV – contiene le disposizioni specifiche sui campi elettromagnetici ed i relativi limiti di esposizione – “è stata invece prevista, sin dall’inizio, una entrata in vigore differita, che è stata poi ulteriormente ritardata nel corso degli anni. Attualmente ci si trova in una situazione transitoria, in quanto il D.Lgs. 81/2008 fa riferimento alla Direttiva Europea 2004/40 e alle sue successive modificazioni, che prevedevano un’entrata in vigore delle prescrizioni del capo IV entro il 31 ottobre 2013”. Tuttavia la nuova direttiva 2013/35/UE del 26 giugno 2013, che dovrà essere recepita negli ordinamenti nazionali entro il 1° luglio 2016, ha abrogato la direttiva precedente 2004/40/CE. “Sarà quindi il recepimento della nuova direttiva ed il conseguente adeguamento del capo IV a determinarne la data di entrata in vigore. Fino a tale data, pur sussistendo l’obbligo della valutazione del rischio sancito dal capo I, le disposizioni del capo IV non si applicano e non sono sanzionabili”.

Malgrado ciò il già sottolineato obbligo di effettuare la valutazione del rischio può tuttavia rendere necessaria la “determinazione (mediante valutazione, calcolo o misura) dei livelli di esposizione ai campi elettromagnetici effettivamente presenti nei luoghi di lavoro”.
Riguardo a questi aspetti la Direttiva Europea 2013/35 contiene prescrizioni che sono ancora da precisare e che “saranno oggetto di una serie di future guide pratiche”. Per il momento nel documento ci si riferisce dunque “alle disposizioni dell’attuale Decreto Legislativo 81/2008 e quindi alla Direttiva Europea 2004/40 (e attraverso di essa alle linee guida ICNIRP del 1998)”.
Tuttavia è probabile che “l’impianto della procedura di valutazione non subisca stravolgimenti e che ciò che potrà essere soggetto a variazioni, oltre ai limiti di esposizione, saranno eventualmente le procedure legate ad aspetti particolari”.

Il documento ricorda che uno dei principali riferimenti utilizzabili ai fini della valutazione del rischio per i lavoratori esposti a campi elettromagnetici è la norma CEI EN 50499 “Procedura per la valutazione dell’esposizione dei lavoratori a campi elettromagnetici”.

Tale norma “prevede una prima fase di intervento, detta valutazione iniziale, che consiste sostanzialmente in un censimento dei luoghi e delle attrezzature di lavoro. Queste devono essere classificate in base a criteri che riguardano la possibilità che possano essere superati i livelli di riferimento per la popolazione. In particolare:
– tutte le apparecchiature che non sono in grado di emettere campi di intensità superiore ai livelli di riferimento per la popolazione sono considerate conformi a priori alla norma (e talvolta sono denominate come sorgenti giustificabili);
– tutti i luoghi di lavoro in cui sono rispettati i livelli di riferimento per la popolazione sono considerati anch’essi conformi a priori”.
Inoltre secondo la norma, “nei luoghi di lavoro in cui siano presenti solo attrezzature conformi a priori, la valutazione del rischio si conclude sostanzialmente con la valutazione iniziale. Nei luoghi di lavoro in cui siano presenti apparati capaci di emettere campi di intensità superiore ai livelli di riferimento per la popolazione, la norma indica invece come necessaria una procedura di valutazione ulteriore”.

E dunque per facilitare il compito del valutatore “la norma CEI EN 50499 contiene due tabelle, delle quali la prima comprende tutti i luoghi e le attrezzature di lavoro conformi a priori, mentre la seconda un elenco non esaustivo delle attrezzature per le quali è necessario procedere alla valutazione ulteriore”.

By | 2014-11-26T16:20:46+00:00 novembre 25th, 2014|Sicurezza sul Lavoro|