LA SICUREZZA DELLE PERSONE CHE LAVORANO DA SOLE

Lavorare da soli può essere pericoloso. Ecco vari esempi di attività che spesso vengono affidate a una sola persona:

– “lavori da svolgere in linee di produzione automatizzate;

– lavori da svolgere su attrezzature di lavoro (macchine, impianti, apparecchi, ascensori) in condizioni di esercizio particolare, ad esempio durante le operazioni di pulizia o controllo, configurazione e regolazione;

– lavori in depositi, cantine, magazzini esterni, celle frigorifere;

– lavori in centrali elettriche, impianti di incenerimento dei rifiuti e depurazione delle acque, nonché in discariche;

lavori in laboratorio;

– lavori da svolgere nelle ore supplementari, a turni, a orario flessibile, di sabato o domenica;

– giri d’ispezione all’interno di impianti di vaste dimensioni o controlli nelle aziende al di fuori dell’orario normale di lavoro e durante le ferie annuali;

– lavori da svolgere nella zona dei binari degli impianti ferroviari;

– lavori di installazione presso i clienti”.

 

Si ricorda poi che nell’industria, nonché nel settore terziario “si riscontra un numero sempre più crescente di dipendenti di imprese terze tenuti a lavorare da soli. Queste persone svolgono la loro attività presso il cliente solo per un paio d’ore, ma ci sono anche casi in cui lavorano da sole per tutto il giorno”.

E la scheda di Suva invita a verificare di volta in volta “se, eventualmente, un’altra persona in contatto visivo non possa essere assegnata contemporaneamente a un altro incarico. Se questo non è possibile, la persona tenuta a lavorare da sola deve avere la possibilità di chiedere aiuto in qualsiasi momento in caso di emergenza, ad esempio usando il telefono fisso, il telefono cellulare, la radiotrasmittente, l’allarme via radio o tramite l’eventuale impianto di sorveglianza in dotazione nell’azienda”.

 

Veniamo ad alcuni pericoli specifici dei posti di lavoro occupati da una sola persona:

sforzo eccessivo della persona tenuta a lavorare da sola: “la mancanza di contatto con i colleghi può aumentare considerevolmente il rischio di infortunio. Questa solitudine può a sua volta causare uno stress psichico (sensazione di isolamento, paura). Di fronte a eventi eccezionali le persone che lavorano da sole possono sentirsi sotto pressione a livello fisico, intellettuale o psichico (mancanza di assistenza, confusione mentale). In queste situazioni di stress aumentano le probabilità per la persona tenuta a lavorare da sola di prendere decisioni sbagliate, commettere errori o cominciare a comportarsi in modo pericoloso”;

mancanza di aiuto in caso d’infortunio o di situazione critica: se in tutti i lavori che comportano pericoli per la salute e sicurezza “si presuppone tacitamente la possibilità di prestare soccorsi immediati in caso di infortunio o di fronte a una situazione critica”, per chi lavora da solo “questo aiuto tempestivo non è più garantito”. E in mancanza di un aiuto tempestivo, “le conseguenze di un infortunio o di una situazione critica possono peggiorare notevolmente”.

 

Viene riportato un esempio di “situazione critica” con riferimento ad una cella frigorifera e al fatto che una persona all’interno non riesca più ad aprire con la propria forza la porta della cella. “Questa persona non deve essere necessariamente ferita: ciò che le occorre è un aiuto immediato”e bisogna fare in modo che “una richiesta di aiuto giunga ai soccorritori in modo tempestivo e sicuro”.

 

Dopo aver dato informazioni sulle modalità di rilevare una situazione di pericolo il documento, con riferimento alla normativa elvetica in materia di sicurezza, fa riferimento ai lavori connessi a pericoli particolari, ai lavori con contatto visivo o a voce con altre persone, ai lavori che richiedono una sorveglianza diretta da parte di un’altra persona e ai lavori regolamentati da disposizioni particolari.

 

Ci soffermiamo sui requisiti relativi alle persone tenute a lavorare da sole.

 

Infatti il documento indica che “bisogna garantire che lavorino da soli solo coloro che sono idonei dal punto di vista fisico, psichico e intellettuale. Impiegare soggetti idonei permette di ridurre la probabilità che le persone tenute a lavorare da sole prendano decisioni sbagliate, commettano errori o si comportino in modo pericoloso”.

Ad esempio non sono idonee o lo sono solo a determinate condizioni, ad esempio, le persone che:

– “sono insicure nei lavori di gruppo;

– hanno paura in posti di lavoro in cui devono lavorare da sole;

– soffrono di disturbi psichici o malattie mentali;

– presentano disturbi della concentrazione;

– sono soggette a capogiri, svenimento, crisi epilettiche, paralisi, dispnea, asma, ecc;

– sono affette da malattie dell’apparato circolatorio o metaboliche (malattie cardiache, ipertensione, diabete);

– hanno una dipendenza patologica da alcool, farmaci, droghe;

– sono sotto l’effetto di farmaci sedativi o stimolanti;

– soffrono di determinate allergie (ad es. alle punture di insetti)”.

By | 2014-12-09T12:26:52+00:00 dicembre 3rd, 2014|Sicurezza sul Lavoro|