LA CRISI NON SIA UN ALIBI, INVESTIRE NELLA PREVENZIONE CONVIENE

“La prevenzione. E’ un fattore di crescita, perché limitare i rischi professionali induce progressi tecnologici e può ridurre i costi sociali ed economici in misura molto significativa”. Per dare più concretezza a questa affermazione, il presidente dell’Inail ha citato alcuni dati contenuti nel Report 2014 della Banca Mondiale, che confermano come gli investimenti in salute e sicurezza garantiscano un rendimento ragguardevole, “sia in termini umani per i lavoratori, sia in termini economici per le imprese, per gli Stati e anche per la produttività, a medio e lungo termine”. Per ciascun dollaro investito in programmi di benessere sul posto di lavoro, infatti, “le aziende risparmiano una media di 3,27 dollari per le spse mediche e 2,73 dollari per il costo delle assenze per malattia”.

“Le statistiche fondamentali per calibrare le azioni politiche”. Uno degli obiettivi strategici indicati nel documento della Commissione Ue, pubblicato all’inizio di giugno, riguarda l’importanza della raccolta dei dati statistici, in modo da ottenere migliori elementi di prova e sviluppare strumenti di monitoraggio. “Molto spesso – ha sottolineato a questo proposito il presidente dell’Inail – non abbiamo dati adeguati, cioè tempestivi e di qualità, per giudicare l’esito degli interventi intrapresi. Avere i dati a disposizione per calibrare le azioni politiche ed eventualmente correggerne l’indirizzo è senz’altro un investimento a rendimento molto elevato”.

“Non è un costo ma un elemento di competitività”. “Il valore degli investimenti in sicurezza è stato ribadito anche dal ministro del Lavoro. “Anche se la crisi può indurre a pensare che la prevenzione sia un tema a cui si può guardare con minore attenzione – ha detto – dobbiamo sforzarci di sottolineare che non è un fattore di costo ma un elemento di competitività”. Da qui “l’esigenza di avere elementi che diano valore statistico e significatività agli argomenti che andiamo sostenendo”, da cui deriva la necessità di “strutturare e aggiornare le nostre banche dati per analizzare in modo puntuale ciò che accade”.

“Il risarcimento economico indispensabile ma non sufficiente”. Tra gli altri temi citati dal ministro, l’invecchiamento della forza lavoro in Europa, che richiede nuove modalità di organizzazione del lavoro, e il problema delle malattie professionali e dei rischi emergenti, legati all’innovazione scientifica e tecnologica. “Dobbiamo inoltre riflettere sul tema dell’agire a valle, dopo che si è verificato un incidente sul lavoro. Il risarcimento economico in questi casi è indispensabile, ma è altrettanto importante creare le condizioni che consentano all’infortunato il miglior recupero possibile della qualità della vita”.

Il ruolo cruciale della formazione. Facendo poi riferimento alla situazione delle categorie più vulnerabili, come gli immigrati e chi opera in settori più a rischio di incidente, Simoncini ha indicato nelle attività di formazione uno degli elementi cruciali per la diffusione della cultura della prevenzione, che deve diventare un tema centrale anche dell’educazione scolastica. “Questo impegno è ancora più importante in un periodo di crisi come quello attuale, in cui il pubblico deve far sentire la propria vicinanza ai lavoratori e alle imprese per tenere alta la guardia in materia di salute e sicurezza”.

By |2014-12-16T15:06:17+00:00dicembre 11th, 2014|Sicurezza sul Lavoro|