INFORTUNIO SUL LAVORO, INFORTUNIO IN ITINERE E MALATTIA PROFESSIONALE. COSA FARE IN CASI DI MORTE.

INFORTUNIO SUL LAVORO: se il lavoratore, a causa del lavoro che sta svolgendo e per una causa violenta (ad esempio: caduti dall’alto, colpiti da un oggetto, schiacciati da un peso, ustionati dal fuoco o da una sostanza chimica, feriti da un vetro, da una lamiera o altro…), riporta un danno fisico e/o psichico che gli impedisce di continuare a lavorare per un periodo, più o meno lungo, che deve essere stabilito da un medico con apposito documento (certificato medico di infortunio sul lavoro).
INFORTUNIO IN ITINERE: la legge italiana assicura il lavoratore anche per i danni fisici e/o psichici conseguenti a infortunio accaduto durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro (ad esempio: coinvolti in incidente stradale, scivolati, caduti, colpiti da un oggetto o altro…). Anche in questo caso è necessario il certificato medico di infortunio.
MALATTIA PROFESSIONALE: malattia contratta durante l’attività lavorativa a causa delle lavorazioni effettuate (sordità da rumori, tumori causati da particolari vernici o coloranti, asbestosi o tumori causati da fibre di amianto, malattie respiratorie causate da silicio e altri agenti chimici o altro…), purché riconosciuta da un medico su apposito documento (certificato medico di malattia professionale).
CHE COSA FARE?
Infortunio sul lavoro o in itinere: avvisare o far avvisare subito il proprio datore di lavoro, o la persona da lui incaricata.
Secondo i casi:
• rivolgersi al medico della ditta in cui lavorate, se è presente nel luogo di lavoro;
• recarsi o farsi accompagnare al servizio di “Pronto Soccorso” presso l’ospedale più vicino al luogo in cui ci si trova;
• se necessario chiamare o far chiamare il servizio di ambulanza al numero telefonico 118;
• rivolgersi al proprio medico curante.
Spiegare sempre al medico come e dove è avvenuto l’infortunio.
Il medico rilascia un primo “certificato medico in tre copie originali, in cui è indicata la diagnosi ed il numero dei giorni di assenza dal lavoro per infortunio sul lavoro previsti. Una copia deve essere consegnata subito al proprio datore di lavoro (direttamente o tramite altre persone, familiari, amici), una copia deve essere conservata dal lavoratore (Le fotocopie del certificato medico non sono valide).
In caso di ricovero, l’ospedale provvederà direttamente ad inviare copia dei certificati all’INAIL e al datore di lavoro.
Il datore di lavoro, se il medico ha certificato che il lavoratore non potrà lavorare per più di tre giorni, deve subito informare l’INAIL inviando agli uffici competenti copia del certificato medico insieme ad un apposito modulo denominato “denuncia di infortunio”.
Nel caso in cui il datore di lavoro non denunci all’INAIL l’infortunio, il lavoratore potrà informare direttamente l’INAIL presentando il certificato medico.
I MIEI DIRITTI: l’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta:
Quando un lavoratore si fa male per causa di lavoro e il medico prevede che non guarirà prima di tre giorni, l’INAIL paga al lavoratore una somma giornaliera di denaro, chiamata “Indennità di temporanea”, che sostituisce, in parte, la retribuzione nel periodo di assenza dal lavoro.
Questa indennità spetta a partire dal quarto giorno successivo a quello in cui si è verificato l’infortunio e per tutto il tempo ritenuto necessario dal medico per guarire o stabilizzare lo stato di salute.
IN CASO DI INVALIDITÀ PERMANENTE CAUSATA DAL LAVORO: l’INAIL valuta il danno psicofisico e paga al lavoratore un indennizzo in denaro.
MORTE DEL LAVORATORE O DEL TITOLARE DI RENDITA INAIL PER CAUSA DI INFORTUNIO O MALATTIA PROFESSIONALE (Rendita ai superstiti e Assegno funerario): in caso di morte del lavoratore per cause di lavoro (infortunio, infortunio in itinere, malattia professionale), l’INAIL paga una somma mensile di denaro al coniuge (moglie o marito) legalmente riconosciuto secondo la legge Italiana e ai figli fino al raggiungimento dei 18 anni (maggiore età). Il coniuge (moglie o marito) perde il diritto alla rendita solo in caso di nuovo matrimonio. La rendita ai superstiti è pagata anche ai figli maggiorenni studenti che non hanno un reddito proprio e ai figli maggiorenni totalmente inabili.
In mancanza di figli e del coniuge, la rendita può essere pagata ai genitori solo se può essere dimostrato che, non avendo mezzi sufficienti, vivevano con i soldi del figlio o della figlia morti per causa di lavoro.
L’assegno funerario è una somma di denaro, stabilita per legge, che l’INAIL paga ai familiari del lavoratore deceduto, o a chiunque dimostri di aver sostenuto le spese del funerale.

By |2014-10-15T12:07:54+00:00ottobre 7th, 2014|Medicina e Salute|