INFORTUNI DOVUTI AL CONTATTO ELETTRICO

In relazione all’analisi degli infortuni mortali accaduti nell’arco temporale 2002/2012 nella banca dati di INFOR.MO. e analizzati dal Sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi si è evidenziato come solo il 30% di eventi infortunistici dovuti a contatto elettrico diretto siano legati ad attività di manutenzione ed installazione di impianti elettrici o parti di essi. Circa nel 70% dei casi risulta invece che il lavoratore vittima di infortunio per contatto fortuito con linee elettriche era occupato in altro genere di attività lavorativa.

Conoscere i fattori di rischio
Riguardo ai fattori di rischio e alle dinamiche infortunistiche, la scheda opera una distinzione tra due macro-gruppi:
– contatto con linee elettriche durante l’attività lavorativa ordinaria;
– contatto con linee elettriche durante l’attività di manutenzione ed installazione di impianti elettrici.

Per il primo gruppo, relativo alleattività non inerenti l’ambito elettrico, “la dinamica più ricorrente, 47% circa, è quella dovuta al contatto di mezzi pesanti con linee aeree di media o alta tensione. E’ un tipo di infortunio che avviene prevalentemente durante lo svolgimento di lavori edili. E’ il caso, soprattutto, di autobetonpompe utilizzate per eseguire dei getti di calcestruzzo o di autogru e autocisterne in manovra che impattano la linea”.
Il documento segnala che spesso questi incidenti sono anche “conseguenza di una mancata pianificazione preliminare, da effettuarsi con sopralluoghi dell’ambiente in cui verrà svolto il lavoro”. Altri fattori riguardano: “la mancanza di opportuna segnaletica che avverta della presenza della linea aerea; errori di procedura collegati alla carenza di formazione, informazione e addestramento degli addetti oppure alla carenza di vigilanza, con il conseguente instaurarsi di pratiche scorrette abituali. Infine, una mancanza di coordinamento e comunicazione tra i vari lavoratori coinvolti. Spesso, infatti, il contatto con la linea avviene a causa di terzi addetti alla manovra dei mezzi”.

Riguardo al gruppo relativo al “contatto con linee elettriche durante l’attività di manutenzione ed installazione di impianti elettrici”, si indica che in questo genere di attività “l’assenza o il mancato rispetto di una corretta procedura lavorativa è presente nel 90% dei casi ed è molto spesso riconducibile ad una pratica scorretta, più raramente ad una mancanza di formazione. È il caso, ad esempio, di lavoratori che effettuano opera di manutenzione o installazione su impianti senza aver preventivamente verificato l’assenza di alimentazione degli elementi su cui intervengono. Altro errore procedurale diffuso si riscontra nel mancato coordinamento tra l’infortunato ed i colleghi che nel frattempo stanno svolgendo un’attività di supporto. Un esempio è quello di un lavoratore che provvede alla messa fuori tensione dei cavi in una cabina elettrica mentre l’altro, l’infortunato, si occupa dello sfilamento degli stessi”.

Inoltre al 25% dei casi dovuti esclusivamente ad un errore procedurale “si affiancano eventi il cui verificarsi dipende da ulteriori criticità. Nel 35% degli avvenimenti infortunistici, infatti, si rileva anche il malfunzionamento o la mancanza di dispositivi di protezione dell’impianto su cui si opera (ad esempio il mancato intervento dell’interruttore differenziale o l’assenza di protezioni fisse o mobili atte ad impedire il contatto con parti normalmente attive), oppure l’inadeguatezza della segnaletica di avvertimento sulla presenza di elementi sotto tensione; nel 30% dei casi si riscontra anche un problema legato ai DPI (scarpe, guanti, casco e utensili isolanti) o perché non forniti dal datore di lavoro o perché non adoperati dal lavoratore o perché non conformi”. Infine, nel 10% delle dinamiche analizzate “i fattori causali del contatto elettrico non hanno interessato aspetti procedurali, ma esclusivamente problemi tecnici relativi agli impianti oggetto dell’intervento ed agli equipaggiamenti di protezione individuale”.

Le misure di prevenzione
Riguardo alle misure preventive ci soffermiamo solamente su quanto riportato in merito al “contatto con linee elettriche durante l’attività lavorativa ordinaria”, rimandando ad un futuro “Imparare dagli errori” la presentazione delle misure preventive per le attività di manutenzione ed installazione di impianti elettrici.

Si ricorda che tali distanze di sicurezza, che vanno da un minimo di 3 m ad un massimo di 7 m in funzione della tensione di esercizio, “sono riferite alle parti in tensione ‘non protette o non sufficientemente protette’, al netto degli ingombri derivanti dal tipo di lavoro, delle attrezzature utilizzate e dei materiali movimentati, nonché degli sbandamenti laterali dei conduttori dovuti all’azione del vento e degli abbassamenti di quota dovuti alle condizioni termiche. Una parte in tensione è ‘sufficientemente protetta’ se possono essere esclusi eventuali urti o sollecitazioni meccaniche derivanti dall’attività lavorativa che verrà svolta in vicinanza, tali da danneggiarne l’isolamento con conseguente accesso alle parti in tensione”.

Poiché i lavori non elettrici vengono tipicamente svolti da persone “prive di preparazione nel settore elettrico (persone comuni – PEC)”, concludiamo indicando che aumentare la prevenzione degli infortuni si rende necessario:
a) “pianificare preventivamente il lavoro al fine di individuare le parti in tensione accessibili; è opportuno produrre un elaborato grafico riportante la posizione delle parti elettriche e le relative distanze di sicurezza, al netto degli ingombri derivanti dal tipo di lavoro, delle attrezzature utilizzate e dei materiali movimentati, nonché degli sbandamenti laterali dei conduttori dovuti all’azione del vento e degli abbassamenti di quota dovuti alle condizioni termiche;
b) apporre in campo opportuna segnaletica, connessa al risultato della pianificazione;
c) assicurarsi che il personale interessato ai lavori sia informato e formato sui rischi di natura elettrica;
d) comunicare a tutti i soggetti esposti al pericolo il risultato della pianificazione e delle relative misure di prevenzione da adottarsi costituite, in alternativa, da: 1. sezionamento delle parti elettriche (messa fuori tensione e in sicurezza); 2. predisposizione di idonei ostacoli/barriere per impedire l’accesso alle parti in tensione (ciò rende necessario procedere preventivamente al sezionamento momentaneo delle parti elettriche al fine dell’apposizione degli ostacoli/barriere); 3. mantenimento delle distanze di sicurezza. In alternativa a 3. e solo al di fuori dei cantieri: 4. controllo continuativo (sorveglianza) dei lavoratori da parte di una persona esperta (PES)”.

By |2014-11-26T16:25:30+00:00novembre 6th, 2014|Sicurezza sul Lavoro|