INDICAZIONI PER L’USO CORRETTO DEI PARAPETTI CON ELEMENTI PREFABBRICATI

Il parapetto ad elementi prefabbricati può costituire una valida alternativa al ponteggio metallico se le caratteristiche fisiche della copertura sono tali da consentire l’uso del parapetto; in particolare o le pendenze delle falde e la possibile altezza di caduta non devono essere eccessive, come ad esempio nel caso dei tetti a fortissima pendenza (es. tetti alla parigina), o la struttura di supporto deve essere adatta a resistere agli sforzi che il parapetto può trasmettere in caso di urto da parte dei lavoratori conseguente ad una caduta;

– i tipi di lavoro da eseguire sono tali da permettere la corretta applicazione del parapetto e la completa protezione dell’area di lavoro, senza spazi pericolosi tra la protezione e l’opera servita;
– sia garantita la protezione per tutta la durata della fase lavorativa per il quale il parapetto costituisce l’apprestamento utilizzato (inadeguatezza del dispositivo per lavori di finitura dei bordi per i quali sia necessario rimuovere i montanti, come ad esempio per la posa di grondaie o guaine bituminose);
– nell’ambito della valutazione, il livello di rischio dovuto alla predisposizione del parapetto è inferiore a quello dovuto all’impiego di un’altra opera di protezione collettiva, come ad esempio il ponteggio metallico;
– lo spazio operativo a disposizione dei lavoratori è adeguato ai lavori da svolgere affinché la circolazione sia priva di rischi;
– il parapetto non è sollecitato da carichi aggiuntivi dovuti a depositi o scivolamento di materiale o a urti dovuti alla movimentazione di materiale da costruzione di notevoli dimensioni (es. travi, pacchi di listelli);
– è possibile ovviare, quando necessario, al rischio dovuto alla caduta di materiale dall’alto nelle aree sottostanti interessate dai lavori sulla copertura (ad esempio, adottando una efficace delimitazione o utilizzando reti permeabili al vento)”.

Vengono poi fornite ulteriori e dettagliate informazioni su:
– montaggio e smontaggio del parapetto: questa attività “espone al rischio di caduta dall’alto i lavoratori addetti, pertanto devono essere utilizzate attrezzature e procedure adeguate a limitare tale rischio”, ad esempio con riferimento all’uso di una piattaforma di lavoro mobile elevabile(PLE) e di idonei DPI anticaduta;
– controlli del parapetto: “nel rispetto delle istruzioni del fabbricante e fermo restando il controllo preliminare di tutti i componenti del parapetto per l’impiego del solo materiale ritenuto idoneo allo scopo, è necessario, durante il suo impiego, predisporre controlli periodici (es. serraggio delle ganasce, fissaggio dei correnti), e controlli eccezionali dopo violente perturbazioni atmosferiche o prolungata interruzione dei lavori. Inoltre la norma UNI EN 13374 prescrive che nelle istruzioni deve essere specificato quanto segue: ‘dopo la caduta di una persona o di un oggetto verso o all’interno di un sistema di protezione dei bordi, e dei suoi accessori, il sistema deve essere utilizzato nuovamente solo dopo essere stato ispezionato da una persona competente’. È opportuno che l’esecuzione di tali verifiche sia documentata”.

Riguardo ai parapetti a mensola si indica che il loro impiego è “subordinato alla progettazione dell’intera struttura con idonei procedimenti di calcolo a garanzia della solidità e ad una corretta posa a garanzia della stabilità”. E che se la corretta realizzazione di un parapetto “deve riguardare anche le zone di spigolo del tetto, per qualunque tipologia di parapetto prefabbricato utilizzato. In particolare nei parapetti a mensola, data la loro configurazione, risulta problematico proteggere tali zone”.
Il documento riporta infine alcune soluzioni per ovviare a questo problema:
– “realizzare parapetti a mensola adatti allo scopo;
– utilizzare altre opere provvisionali nelle zone di spigolo, quali i ponteggi normali o le reti disicurezza;
– delimitare con elementi materiali che impediscano l’accesso alla zona di pericolo”.

By |2015-03-24T10:29:38+00:00marzo 4th, 2015|Sicurezza sul Lavoro|