ILLUMINAZIONE SUL LAVORO

Deve garantire buona visibilità, confort visivo e sicurezza; “deve fornire condizioni ottimali per lo svolgimento del compito visivo richiesto, anche quando si distoglie lo sguardo dal compito o per riposo o per variazione del compito”.
Luce naturale.
“L’impiego della luce diurna è importante sia per la qualità della visione e le caratteristiche di gradevolezza ed accettazione da parte degli occupanti, che per ragioni connesse al risparmio energetico.
Il contributo della luce naturale nell’illuminazione degli interni va inoltre privilegiato in quanto la presenza nell’involucro di un edificio di aperture verso l’esterno permette di cogliere le modulazioni del ciclo della luce a cui sono legate importanti funzioni fisiologiche e di mantenere un legame visivo col mondo circostante che è un bisogno psicologico elementare dell’uomo”.
Tuttavia la luce diurna naturale è caratterizzata anche da “variazioni nel tempo di quantità, composizione spettrale e direzione” ed il suo ingresso negli “ambienti confinati” dipende da diversi fattori (località, orientamento dell’edificio, orientamento e caratteristiche delle chiusure trasparenti, presenza nell’intorno di edifici od altri elementi del paesaggio, …).
E la luce naturale può dare abbagliamento a seconda della:
– “luminanza della porzione di cielo inquadrata dalla superficie vetrata;
– posizione e dimensione della superficie vetrata;
– contrasto di luminanza tra le superfici interne;
– presenza di superfici riflettenti esterne o interne”.
C’è la possibilità di valutare il disturbo causato da superfici luminose estese quali le finestre.
L’illuminazione artificiale.
E’ quella “prodotta dall’insieme dei corpi illuminanti intenzionalmente introdotti per lo svolgimento dei compiti visivi richiesti in quel determinato luogo e per compensare la carenza o l’assenza di illuminazione naturale”.
Le caratteristiche dell’ambiente di cui tener conto: distribuzione delle luminanze, illuminamento, abbagliamento, aspetti del colore, calore apparente della luce.
La distribuzione delle luminanze all’interno del campo visivo “influenza il grado di impegno degli organi oculari e conseguentemente la visibilità ed il confort.
Per evitare l’affaticamento dovuto a ripetuti e continui processi di adattamento, va realizzata una distribuzione equilibrata delle luminanze, evitando variazioni e discontinuità accentuate tra le diverse aree del campo visivo e tenendo conto dell’importanza che hanno le superfici riflettenti presenti nell’ambiente”.
E una buona progettazione “deve prevedere sia all’interno della zona del compito che in quella immediatamente circostante, una buona uniformità di illuminamento”.
Il documento agli atti, relativo all’intervento in oggetto, riporta diverse tabelle relative ai parametri di cui tenere conto nell’illuminazione di un ambiente lavorativo..
Calore apparente della luce.
Infatti ogni tipo di lampada “emette luce di diversa tonalità a seconda della distribuzione spettrale della radiazione emessa ed è contraddistinta da una propria temperatura di colore.
Questo parametro, espresso in Kelvin (K), è usato per individuare e classificare il colore apparente della luce emessa da una sorgente luminosa”: colore apparentemente caldo (< 3300 K), colore apparente neutro da 3300 K a 5300 K e colore apparente freddo (> 5300 K).

By |2015-07-28T12:01:43+00:00luglio 25th, 2015|Sicurezza sul Lavoro|