IL RISCHIO CHIMICO NELLA BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI

Le attività di bonifica dei siti contaminati hanno molte tipologie di rischio. In particolare, tra i rischi professionali il più evidente è quello legato alla presenza di agenti chimici, quantitativamente e qualitativamente molto variabile nelle diverse matrici ambientali coinvolte e nelle diverse fasi di lavoro”.
Ed infatti, come già ricordato in passato dall’Ispesl (ricordiamo che con la legge 122/2010 di conversione del D.L. 78/2010 le funzioni svolta dall’Ispesl sono passate all’Inail), il ciclo di indagine e di bonifica comporta:
– “frequente imprevedibilità dei rischi presenti, soprattutto nelle fasi preliminari di approccio all’area;
– forte variabilità degli interventi necessari, a seconda del tipo area e di situazione di contaminazione;
– successione degli interventi non rigidamente programmabile a priori, subordinati alle fasi di indagine e alle situazioni impreviste;
– compresenza di molteplici imprese, con competenze diversificate e possibile svolgimento di attività interferenti”.

Per favorire l’adozione di idonei strumenti operativi per la valutazione e gestione del rischio da esposizione ad agenti chimici e dunque l’applicazione di un corretto protocollo di gestione e la messa in atto, ove necessario, delle misure di prevenzione e protezione, il manuale fornisce nelprimo capitolo un inquadramento normativo di settore. Vengono descritte le tipologie di attività che si possono svolgere in un sito contaminato, o potenzialmente tale. Sono poi illustrati i documenti che è necessario redigere per la valutazione dei rischi e gli adempimenti normativi da attuare per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Sono inoltre “elencati i ruoli e le responsabilità delle figure professionali coinvolte nelle attività di cantiere temporaneo e mobile”.
Nel secondo capitolo viene proposto invece un “modello concettuale di valutazione del rischio chimico per i lavoratori nei siti contaminati. Sono quindi descritte le potenziali sorgenti di contaminazione, le vie di migrazione delle specie chimiche, i bersagli della contaminazione e le corrispondenti modalità espositive”.
Inoltre nel terzo capitolo viene proposta una “procedura per la valutazione e gestione del rischio chimico per inalazione di vapori e polveri” e nel quarto capitolo viene proposta una “procedura per la valutazione e gestione del rischio chimico per contatto dermico”.
Infine il quinto capitolo descrive la procedura per la gestione del rischio nelle fasi di indagine del sito.

By | 2015-02-17T10:47:00+00:00 febbraio 16th, 2015|Sicurezza sul Lavoro|