GLI EFFETTI SULLA SALUTE DEI CAMPI ELETTRICI E MAGNETICI STATICI

Il modo in cui le onde elettromagnetiche influenzano i sistemi biologici è determinato in parte dall’intensità del campo ed in parte dalla quantità di energia di ogni fotone

In particolare:

– “un effetto biologico si verifica quando l’esposizione alle onde elettromagnetiche provoca qualche variazione fisiologica notevole o rilevabile in un sistema biologico;
– un effetto di danno alla salute si verifica quando l’effetto biologico è al di fuori dell’intervallo in cui l’organismo può normalmente compensarlo, e ciò porta a qualche condizione di detrimento della salute”.

Dopo aver parlato di effetti, con riferimento agli effetti deterministici (“quelli in cui l’incidenza e la gravità variano con la dose e per i quali è individuabile una dose-soglia”) e di effetti stocastici (in cui non è rilevabile una soglia), vengono presentate alcune “incertezze”:

– “molti studi suggeriscono effetti a medio-lungo termine per esposizione a campi elettromagnetici;
– in molti casi le evidenze non raggiungono il livello della significatività con studi metodologicamente corretti e per questo viene detto che “non vi è evidenza che ….” (solo in pochi casi si è raggiunta una ragionevole certezza che l’effetto nocivo può essere escluso);
– tuttavia la mancanza di evidenza certa non significa esclusione certa del pericolo !!!
– è sempre necessario mantenersi aggiornati (medico competente) sugli effetti ipotizzati e sulle dosi (al di sotto dei limiti per gli effetti acuti) che potrebbero determinare un rischio per i lavoratori al fine di mantenere l’esposizione a livelli più bassi possibile”.

Non vi sono “studi sull’esposizione a campi elettrici statici dai quali si possa trarre una qualsiasi conclusione su effetti cronici o ritardati. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC, 2002) ha osservato che non vi erano dati sufficienti per determinare la cancerogenicità di questi campi. Sono stati effettuati pochi studi sugli effetti acuti dei campi elettrici statici. Nel complesso i risultati suggeriscono che gli unici effetti acuti nocivi per la salute sono associati alla percezione fisica dei campi e ai fastidi conseguenti alle microscosse”.

Riguardo poi ai campi magnetici statici “i dati epidemiologici e degli studi di laboratorio ad oggi disponibili non sono sufficienti per poter trarre delle conclusioni in merito a effetti cronici o ritardati. La IARC ha concluso che, per quanto riguarda la cancerogenicità dei campi magnetici statici, vi erano dati inadeguati per l’uomo, mentre non vi erano dati rilevanti per gli animali da laboratorio. La cancerogenicità di questi campi non è perciò, al momento, classificabile”.

Tuttavia l’esposizione a breve termine a campi magnetici statici “dell’ordine del tesla e ai gradienti di campo a questi associati induce diversi effetti acuti. Risposte cardiovascolari, come variazioni della pressione sanguigna e del ritmo cardiaco, sono state occasionalmente osservate in studi su volontari e su animali. Comunque, per esposizioni a campi magnetici statici fino a 8 T, queste variazioni rientravano nei normali intervalli fisiologici.

Sebbene non sia stato sperimentalmente verificato, è importante notare che i calcoli suggeriscono tre possibili effetti dovuti a potenziali di flusso indotti. Questi sono: piccole variazioni del battito cardiaco (che si può ritenere non abbiano conseguenze per la salute), induzione di battiti cardiaci ectopici (che possono essere più significativi dal punto di vista fisiologico) e maggiore probabilità di aritmia rientrante (che potrebbe portare alla fibrillazione ventricolare).

By |2015-02-17T10:49:45+00:00febbraio 3rd, 2015|Sicurezza sul Lavoro|