I GIUDIZI DI IDONEITA’ LAVORATIVA: TRA DIRITTO ALLA SALUTE E DIRITTO AL LAVORO

La competenza assegnata al medico competente dal legislatore già dal lontano DPR 303/1956, è quella di collegare lo stato di salute del lavoratore con la valutazione del posto specifico di lavoro. E il suo giudizio di idoneità deve essere finalizzato principalmente all’ottimizzazione dell’inserimento lavorativo della persona esaminata.

In questo senso il “concetto di idoneità ‘difficili’ non è semplice da definire: a ben vedere, la maggior parte dei giudizi non si presenta facile, quando il medico debba impegnarsi nel compito spesso arduo di contemperare due diritti fondamentali del lavoratore: quello alla salute e sicurezza e quello al lavoro, avendo anche l’obbligo di muoversi all’interno di una normativa spesso quanto meno mal definita ed il comprensibile scrupolo derivante dalla necessità di proteggere anche se stesso dalle possibili conseguenze derivanti da una legislazione non priva di equivoci”.

Il giudizio di idoneità sintetizza “conoscenze relative alla situazione lavorativa a rischio e conoscenze mediche relative allo stato di salute o malattia del lavoratore”. È finalizzato alla prevenzione “ed è caratterizzato da componenti etiche e sociali non trascurabili”.
Tale sistema è “particolarmente utile nell’allocazione delle risorse con ridotte capacità lavorative con giudizio di inidoneità a particolari mansioni attribuito dal medico”.

Il sistema “definisce matrici di compatibilità tra le postazioni di lavoro e la forza lavoro a disposizione, comprese le risorse con patologie e/o prescrizioni mediche”.

By |2015-02-17T10:50:00+00:00gennaio 30th, 2015|Sicurezza sul Lavoro|