FORMAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA IN AZIENDA

Pubblichiamo alcune nostre risposte alle domande più frequenti su temi di organizzazione della sicurezza sul lavoro in azienda e sul ruolo delle diverse figure della prevenzione.

 

1 – impresa familiare – corsi di formazione

D. Io e mio padre abbiamo una ditta famigliare di idraulica con la nuova normativa sulla sicurezza del decreto 81 siamo obbligati a partecipare (almeno uno dei due) ai corsi primo soccorso e antincendio? L’articolo n. 21 del suddetto decreto per le imprese famigliari parla di facoltà e non obbligo di frequenza corsi soccorso e antincendio. Per questo vi chiedo cortesemente delle delucidazioni.

R. I componenti dell’ impresa familiare non sono obbligati a partecipare a corsi di formazione. Ovviamente l’impresa familiare non deve avere dipendenti nè essere costituita sotto forma di snc, srl o altre forme societarie.   Solo nel caso di attività al di fuori della sede aziendale, ad esempio lavori in appalto o subappalto, il committente o l’impresa affidataria può richiedere anche nel caso di imprese familiari gli attestati dell’avvenuta in/formazione per quanto riguarda il primo soccorso.

2 – requisiti ASPP e RSPP, lauree riconosciute

D. L’art. 32 del D. Lgs. 81/08 afferma (comma 5) che chi è in possesso di alcuni tipi di laurea può essere esonerato dalla frequenza dei corsi di formazione. Le lauree sono indicate da alcune sigle che non conosco. Potete darmi delle delucidazioni?

R. Si riportano di seguito le denominazioni delle classi di laurea che consentono l’esonero dalla frequenza dei moduli A e B per la formazione obbligatoria degli Addetti e Responsabili del Servizio di prevenzione e Protezione aziendale.   Si ricorda che per espletare la funzione di RSPP è comunque necessaria la frequenza, con successiva verifica positiva, del Modulo C (24 ore) di cui all’Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006. Tutti gli ASPP e RSPP, indipendentemente dagli esoneri, devono seguire i corsi di aggiornamento quinquennali del modulo B relativo al o ai macrosettori ATECO in cui svolgerà tale ruolo.

3 – requisiti RSPP – esoneri da percorsi formativi

D. Con la presente chiedo se una persona con le caratteristiche più sotto riportate deve frequentare tutto il percorso Moduli A B C oppure è esonerato dal modulo A: Lavoratore dipendente – frequentato nel febbraio 2002 corso formazione per RSPP di 32 ore – nominato RSPP nel febbraio 2003 e ruolo ricoperto sino a settembre 2007 (oltre 3 anni esperienza).

R. L’interpretazione dell’accordo stato regioni del 2006 non è univoca ma prevale, e noi la condividiamo, quella secondo cui il credito formativo che esonera dalla frequenza e verifica dai corsi A e B ha carattere permanente. Nel caso descritto, il lavoratore potrà svolgere l’attività di RSPP nel settore produttivo ove ha maturato l’esperienza, completando il percorso formativo con la frequenza ed il superamento del modulo C. Qualora intendesse ricoprire il ruolo in altro settore merceologico dovrà frequentare e superare il relativo modulo B. In ogni caso sarà poi tenuto all’aggiornamento quinquennale previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006.

4 – requisiti RSPP – precedente ruolo di ASPP

D. Svolgo l’attività di ASPP, nominata prima del 2003, in una società che eroga servizi informativi e sono in possesso del diploma di scuola superiore. La mia società mi offre la possibilità di diventare RSPP e così vorrei sapere se il percorso formativo dovrà essere: Modulo A 28 ore Modulo B 12 ore per il tipo di macro settore Modulo C 24 ore È possibile invece che mi venga riconosciuta l’attività pregressa in modo da essere così esonerata dal modulo A o dai moduli A + B?

R. Dal momento che i moduli formativi A e B sono gli stessi per ASPP e RSPP, riteniamo che lei debba solo frequentare e superare il modulo C (ovviamente se l’attività è stata ininterrotta per almeno tre anni e lei era ASPP nel febbraio 2006). Diverso sarà invece il monte ore di aggiornamento del RSPP rispetto al ASPP. Il titolo varrà solo per il macrosettore in cui ha fatto l’esperienza. Le consigliamo di partire fin da subito con gli aggiornamenti del modulo B.

5 – società cooperative – RSPP

D. Con la presente sono a porre un quesito inerente l’incarico di RSPP per una società cooperativa. La stessa è amministrata da tre persone di cui uno è Presidente e Rappresentante Legale. Nell’ipotesi in cui venisse individuato RSPP un amministratore che non è il Presidente, può essere formato con un corso di 16 ore “per datore di lavoro” (DdL)? La nuova normativa 81/2008, non è molto chiara a proposito. Si parla di datore di lavoro, ma nel caso di una struttura dove esiste un Consiglio di Amministrazione, come si individua lo stesso?

R. La possibilità data al DdL di assumere il ruolo di RSPP è prevista e definita dall’art. 34 del D.Lgs. 81/08.   La nozione di DdL è riscontrabile in ambito civilistico e giurisprudenziale dove concordemente, per le società di varia natura e composizione, viene identificato nel soggetto che ha poteri direttivi, coordinativi e di spesa.   Il datore di lavoro ha la facoltà di delegare alcune sue funzioni, tra le quali la responsabilità di atti inerenti la salute e la sicurezza, ad altro soggetto aziendale professionalmente adeguato tramite incarico formale (ad es. atto notarile) ed esplicitamente accettato dal delegato.   Il fatto che quest’ultimo possa “subentrare” nella deroga stabilita dal citato art. 34, e svolgere pertanto le funzioni di RSPP dopo aver frequentato unicamente il corso di 16 ore di cui al DM 16 gennaio 1997, è invece oggetto di discussione anche se l’orientamento prevalente è diretto ad escluderne la possibilità.

6 – Datore di lavoro che esercita le funzioni di RSPP

D. Il datore di lavoro di un’azienda ha svolto il corso RSPP da 16 ore nel marzo `97 ma non ha provveduto a inviare allo SPISAL la nomina quando nel `98 la sua azienda ha cambiato ragione sociale (e nemmeno prima). Può inviarla ora dato che la normativa per il datore di lavoro è rimasta invariata nei contenuti e nella durata? L’azienda ha meno di 30 addetti e si tratta di un mobilificio.

R. L’art. 34 comma 2 del D.Lgs. 81/08 stabilisce:   “Fino alla pubblicazione dell’accordo di cui al periodo precedente, conserva validità la formazione effettuata ai sensi dell’articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997…”   L’art. 10 del D.Lgs. 626/94 prevedeva la trasmissione della nomina all’Organo di Vigilanza congiunta ad una dichiarazione di capacità a ricoprire il ruolo e ad alcuni dati sugli infortuni. Tale obbligo è scomparso con il D. Lgs. 81/08. Non vediamo pertanto l’utilità di mandarla ora. Ricordiamo invece che il Datore di Lavoro-RSPP dovrà frequentare corsi di aggiornamento i cui contenuti, tempi e periodicità daranno prossimamente stabiliti dalla Conferenza Permanente Stato-Regioni.

7 – Valutazione dei rischi – autocertificazione

D. Esiste un modulo per l’autocertificazione della valutazione dei rischi?

R. Per l’autocertificazione prevista dall’art. 29 comma 6 il D.Lgs. 81/08 non propone alcun modello. Il comma 5 del medesimo articolo stabilisce che entro 18 mesi saranno rese disponibili “procedure standardizzate” che potranno essere adottate dalle aziende che non hanno più di 10 lavoratori occupati.   L’autocertificazione dell’avvenuta valutazione dei rischi, già prevista dal D.Lgs. 626/94, non può del resto ridursi alla compilazione di un modulo prestampato ma deve essere un’attestazione di un compiuto processo di valutazione integrata dalle Relazioni Tecniche su rischi specifici per i quali viene richiesta una valutazione mediante misurazioni o stime oggettive – effettuate da personale qualificato – per addivenire ad una classificazione del rischio per confronto con determinati valori di soglia e di obbligo. Questa classificazione servirà ad individuare le misure di prevenzione e protezione da mettere in atto compreso l’obbligo della sorveglianza sanitaria.   Non potrà mai essere pertanto solo un modulo standardizzato da compilare, semmai un documento di valutazione dei rischi semplificato.

8 – Datore di lavoro – delega di funzioni

D. La delega di funzioni inerente gli aspetti di salute e sicurezza di una azienda può essere fatta dal Datore di Lavoro nei confronti del RSPP?

R. La delega di funzioni è disciplinata dall’art. 16 del D.Lgs. 81/08, recentemente modificato, che prevede le caratteristiche, le modalità e le esclusioni per poterla esercitare da parte del DDL. Il delegato può a sua volta e con il consenso del DDL subdelegare alcune delle funzioni affidate. Non sono però ammessi altri gradi di subdelega.   Nulla vieta che il delegato o il subdelegato possa coincidere con la figura del RSPP. È necessario però che ci siano due atti formali: 1 – la nomina del RSPP (atto proprio e non delegabile del DDL come stabilisce l’art. 17) 2 – la delega scritta ed accettata per una o più funzioni proprie del DDL (salvo le due indelegabili stabilite dal medesimo articolo).

9 – Amianto – corsi di formazione

D. Dove è possibile effettuare i corsi per essere autorizzati a lavori di demolizione e bonifica di materiali contenenti amianto?   L’art. 10 della L. 257/’92 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto” prevede che le Regioni, nell’ambito dei Piani Regionali, organizzino i corsi di formazione per gli addetti alle attività di rimozione, smaltimento e bonifica dell’amianto.

10 – Certificazione idoneità psicofisica per conseguimento o rinnovo patentino gas tossici

D. Per sostenere l’esame per il conseguimento del patentino “gas tossici” mi viene richiesto un certificato medico di idoneità psicofisica. Può essermi rilasciato dal Medico Competente dell’azienda dove lavoro o devo rivolgermi al Distretto Sanitario di Base?

R. In base ad una Circolare del Ministero del Lavoro del 22.1 2010 (“rilascio di certificazioni sanitarie originariamente rilasciate da organi del Servizio Sanitario Nazionale”), detto documento può anche essere ottenuto da un Medico Competente in Medicina del Lavoro.

By | 2015-04-14T13:22:53+00:00 aprile 9th, 2015|Sicurezza sul Lavoro|