DPI PER L’UDITO: CUFFIE, INSERTI ED ELMETTI

Il primo DPI presente nel D Lgs 81/2008 sono le cuffie.
Questo dispositivo è costituito da:
– “conchiglie che coprono le orecchie e creano un contatto ermetico con la testa per mezzo di cuscinetti morbidi solitamente riempiti con liquido o espanso; sono solitamente rivestite con materiale fonoassorbente;
– fascia di tensione o archetti di sostegno”;
– “cinghia di sostegno flessibile su ciascuna conchiglia o sull’archetto di sostegno in prossimità delle conchiglie che serve a sostenere le conchiglie stesse quando l’archetto di sostegno è indossato dietro alla testa o sotto il mento”.
In particolare le “cuffie con archetto di sostegno dietro alla nuca e sotto il mento consentono di indossare contemporaneamente un elmetto di sicurezza. Gli archetti universali, gli archetti di sostegno dietro alla nuca e sotto il mento possono essere integrati da cinghie di sostegno che assicurino un adattamento affidabile della cuffia”.
Dispositivi particolari sono:
– le cuffie per comunicazione: “sono un tipo speciale di protettore auricolare, sono associate a dispositivi di comunicazione e necessitano di un sistema aereo o via cavo attraverso il quale possono essere trasmessi segnali, allarmi, messaggi di lavoro o programmi di intrattenimento”;
– i protettori per la riduzione attiva del rumore (ANR): “sono protettori auricolari che incorporano dispositivi elettroacustici concepiti per sopprimere parzialmente il suono in arrivo al fine di migliorare ulteriormente la protezione del portatore. Infatti i rumori pericolosi non raggiungono l’orecchio grazie all’elettronica, per cui non vi sono pericoli per l’udito in caso di permanenza in ambienti di alta e media rumorosità”.

Gli inserti auricolari – chiamati anche “tappi” – sono invece protettori auricolari che “vengono inseriti nel meato acustico esterno oppure posti nella conca del padiglione auricolare per chiudere a tenuta l’imbocco del meato acustico esterno. Talvolta sono provvisti di un cordone o di un archetto di interconnessione”. Sono da indossare “sollevando il padiglione auricolare in modo da raddrizzare il condotto uditivo, favorendo l’introduzione del tappo che va leggermente ruotato. Al momento dell’uso vanno maneggiati con mani pulite, e si deve essere sicuri delle loro condizioni igieniche”.
In particolare i “tappi” si suddividono in “due categorie:
– inserti monouso: destinati ad essere utilizzati una sola volta;
– inserti riutilizzabili: destinati ad essere utilizzati più volte”.

Gli elmetti acustici, invece, “coprono sia gran parte della testa sia l’orecchio esterno. Ciò può ridurre ulteriormente la trasmissione dei suoni per via aerea alla scatola cranica e quindi ridurre la conduzione ossea del suono all’orecchio interno”.

Il documento riporta poi l’attenuazione sonora di diversi tipi di otoprotettori e i diversi elementi da considerare per la scelta del protettore (per ogni elemento si indica  quali protettori sono consigliabili), ad esempio con riferimento a:
– temperature ambiente e/o umidità elevate;
– lavoro fisico che comporta frequenti movimenti del capo;
– condizioni di rumore estreme;
– ambienti polverosi;
– esposizione ripetuta a rumori di breve durata;
– uso per lunghi periodi durante la giornata lavorativa;
– lavoro che comporta l’uso di guanti;
– processi di infiammazione nelle orecchie;
– localizzare sorgente sonora;
– suoni informativi ad alta frequenza del processo lavorativo;
– rumori ambiente a bassa frequenza.

By |2015-02-27T17:27:31+00:00febbraio 27th, 2015|Sicurezza sul Lavoro|