COL ‘LAVORO AGILE’ IL POSTO E’ ‘MOBILE’

Il lavoro agile è un importante passo avanti per il nostro Paese. Negli ultimi anni, seppure in presenza di un quadro normativo rigido e disincentivante, si sono moltiplicati anche in Italia i progetti per introdurre maggiore flessibilità nel lavoro in un’ottica di smart working: sempre più imprese ripensano l’organizzazione del lavoro mettendo in discussione i tradizionali vincoli legati a luogo, orari e strumenti di lavoro, per lasciare alle persone più autonomia nel definire le modalità di lavoro a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Il governo è pronto a regolare la modalità del «lavoro agile», già presente in diversi Paesi europei,  mentre in Italia è sperimentata, in forma embrionale, da qualche grande azienda come ha fatto la Vodafone Italia e la Barilla. “Il lavoro agile consiste in una prestazione lavorativa svolta solo in parte all’interno dell’azienda, anche utilizzando strumenti tecnologici, ma rispettando i vincoli massimi di orario stabiliti dalla legge o dalla contrattazione. Per lavorare in modalità agile è necessario un accordo scritto tra datore e lavoratore; l’accordo può essere a tempo indeterminato o determinato”. Il lavoratore in modalità agile conserva pieni diritti: la retribuzione è la stessa degli altri colleghi subordinati che lavorano esclusivamente in azienda (ovviamente a parità di mansioni); e non ci sono penalizzazioni di carriera. Il salto in avanti è aprire a una retribuzione svincolata dall’orario, ma legata alla produttività. Il Ddl precisa poi che al lavoratore «agile» va garantito sempre il rispetto della privacy; e si ha diritto, pure, ai normali tempi di riposo (lavorare fuori dall’azienda non significa dover essere reperibile 24 ore su 24, oltre il normale turno giornaliero). Novità anche per le imprese: le nuove norme ammettono il controllo a distanza sulla persona che dovrà però avvenire all’interno del nuovo articolo 4 dello Statuto (bisognerà dare un’informativa preventiva adeguata) e sarà cura dell’impresa la tutela e la sicurezza del lavoratore in modalità agile (un infortunio occorso «da remoto» verrà sempre tutelato se causato da un rischio connesso con la prestazione lavorativa). Non solo: oltre alla classica assicurazione Inail, il datore dovrà consegnare una informativa periodica, con cadenza almeno annuale, nella quale individuare eventuali rischi generali e specifici connessi alla nuova modalità di svolgimento della prestazione. Un’altra novità importante è l’estensione al lavoro in modalità agile degli incentivi fiscali e contributivi previsti dalla legge di Stabilità in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza dell’ impiego. Se si decide, per esempio, che su 5 giorni, 4 si lavora in azienda e un giorno «da remoto», la quota di lavoro «da remoto» diventa produttività, e viene incentivata con la decontribuzione.

Fonte: avantionline.it

By |2016-01-14T12:24:51+00:00gennaio 14th, 2016|Sicurezza sul Lavoro|