CHE COSA E’ LO STRESS NEI LUOGHI DI LAVORO E PERCHE SI PERCEPISCE

Per affrontare correttamente lo stress è necessario partire innanzitutto dalla definizione di stress : “uno stato sperimentato da una persona quando percepisce che c’è uno squilibrio tra le richieste postegli e la capacità di far fronte a tali richieste”, dunque uno squilibrio tra le richieste lavorative e le risorse fisiche e mentali che si hanno a disposizione per fronteggiarle.
Risorse che potrebbero semplicemente consistere nel “disporre di sufficiente tempo per eseguire tutto il lavoro richiesto o nell’avere le capacità emotive e cognitive necessarie per svolgere determinate mansioni”.
Definire perfettamente lo stress non è semplice perché la sua percezione varia da persona a persona:

– “alcune persone affermano di essere esposte allo stress, come se lo stress fosse una forma di richiesta o di carico: un po’ come il carico su una trave d’acciaio;
– altre dicono di soffrire di stress come se fosse una malattia”.
Tuttavia “nessuna delle due accezioni è errata: sono solo diverse”.

In fondo lo stato di stress nasce come una preparazione all’azione.
Ad esempio quando ci si trova di fronte a richieste fisiche, il corpo risponde: se si deve correre per prendere un autobus, “la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna saliranno”. Si inizierà “a respirare in modo più rapido e profondo”. E se la giornata è calda, “la pelle potrebbe arrossarsi mentre il corpo cerca di espellere il calore in eccesso che sta producendo”. Queste risposte, il rilascio di sostanze chimiche (ormoni) nel sangue, erano più frequenti per l’uomo quando doveva fuggire da un animale pericoloso, ma possono avvenire anche quando si corre per prendere un autobus. E se si è di fronte a richieste mentali, come “ad esempio dover rispettare tempi stretti al lavoro, potrebbero verificarsi reazioni corporee simili”.
Il problema è proprio che quando la “sfida” è mentale, nella risposta di “attivazione” – in cui “gli ormoni rilasciano le riserve del corpo (per combattere o scappare)” – queste riserve rilasciate “non vengono ‘consumate’ poiché non c’è attività fisica”.
E questa attivazione – che alcune persone chiamano ‘stress’ o ‘reazione allo stress’- insorge in noi “come risposta a una richiesta, indipendentemente dal fatto che sia possibile farvi fronte o meno”.

Ritornando dunque allo stress come reazione a richieste che non si in grado di affrontare, “la frequenza con cui svolgere una mansione, unita alla complessità di tale compito, dà la richiesta complessiva”.
Quando un lavoro è semplice e facile, “si può essere in grado di eseguirlo molto rapidamente, quasi senza pensarci. Invece una mansione più complessa richiede più concentrazione e uno sforzo maggiore, ed è spesso eseguita meglio in assenza di altri compiti” che distraggono.
Inoltre se la richiesta è troppo scarsa o troppo elevata, “la prestazione dell’attività peggiora”.
Come si diceva prima, vi sono persone che preferiscono o hanno bisogno di un alto livello di pressione sul lavoro per dare il meglio di sé: “alcune persone sentono di lavorare meglio quando la scadenza è prossima, mentre altri preferiscono svolgere il lavoro con largo anticipo”.

– “lo stress non è identificabile con l’attivazione, sebbene le situazioni che portano all’attivazione possano provocare stress;

– lo stress non è identificabile con la pressione, anche se il livello di pressione o di richiesta imposto a una persona dall’ambiente di lavoro può portare a stress”.
Piuttosto – come indicava la definizione di stress – “viviamo lo stress sul lavoro quando percepiamo che c’è uno squilibrio tra le richieste o le pressioni che riceviamo e le risorse che abbiamo a disposizione per farvi fronte”.

Lo stress lavoro-correlato è una malattia?

In realtà anche se spesso un lavoratore dice di “soffrire di stress”, ciò che intende dire realmente “è che soffre degli effetti dello stress”.
E tali effetti possono effettivamente “influenzare il modo in cui ci sentiamo, pensiamo o ci comportiamo. Alcune persone potrebbero sentirsi depresse o ansiose poiché non riescono ad affrontarlo; altre potrebbero trovare difficile concentrarsi o pensare in modo chiaro. Qualcun altro potrebbe sentirsi perennemente stanco e nonostante ciò, non riuscire a rilassarsi né a dormire bene, sentendosi così ancora più stanco. Altri diventano più riservati o meno loquaci”.

Lo stress lavoro correlato può dipendere anche da fattori extralavorativi?

Lo stress “potrebbe non essere dovuto solo a fattori di rischio psicosociale sul lavoro”.
Infatti se, ad esempio, un lavoratore a casa sta affrontando importanti problemi, questo rende più difficile gestire il lavoro: “questa sovrapposizione tra fattori personali e fattori professionali non è insolita”.
Vi sono poi persone che di fronte allo stress “potrebbero cominciare a bere alcol o ad assumere droghe per sentirsi più rilassate”, ma questo “non risolve il problema e può portare a dipendenza o ad altri effetti avversi sulla salute fisica e mentale”.

By |2015-01-07T11:37:11+00:00dicembre 20th, 2014|Sicurezza sul Lavoro|