ANCORA DUE VITTIME SUL LAVORO. NEL 2015 UNA LUNGA SCIA DI SANGUE.

Ancora due vittime del lavoro in poche ore. Un sabato nero per la Calabria dove due lavoratori in posti di lavoro diversi, nella provincia di Catanzaro, hanno perso la vita ed un terzo si trova ricoverato in gravi condizioni. Durissima la reazione della Cgil della Calabria: “Purtroppo si allunga la lista delle morti bianche e delle vittime sul lavoro che ci costringe a denunciare, ancora una volta, la carenza di adempimenti, prescrizioni e vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro. Lamentiamo l’allentamento, dettato anche dalla crisi, degli elementi di tutela e salvaguardia del diritto all’integrità fisica e della salute dei lavoratori. Facciamo appello alla Magistratura al fine di perseguire le eventuali responsabilità, chiediamo al Sig. Prefetto di Catanzaro di convocare un incontro sulle materie della sicurezza sul lavoro, della relativa vigilanza e dell’osservanza delle norme di prevenzione e ci associamo al dolore dei familiari delle vittime ai quali va il più sentito cordoglio della Cgil di Calabria”. Nelle ultime ore si erano registrate altre vittime, in diverse regioni del Paese. Tra queste l’operaio edile caduto da una impalcatura a Roma, e l’agricoltore morto sotto il suo trattore nel cuneese.

Impressionanti e in negativa controtendenza rispetto ai numeri dell’Inail i numeri dell’Osservatorio Indipendente di Bologna.

Impressionanti i numeri forniti dall’autorevole Osservatorio Indipendente di Bologna, che evidenzia come le morti sul lavoro non sono mai calate dal 2008 ad oggi. Se l’Inail vede aumentare i morti per la prima volta dopo 10 anni il motivo è che quest’anno è emerso parte del lavoro nero e che molte partite Iva che l’Inail non conteggiava tra i propri morti per infortuni, hanno visto trasformare il loro lavoro con i contratti a tutele crescenti con il Jobs act, che sono assicurati a questo Istituto.

Anche la legge Fornero ha inciso sul fenomeno. Più vittime oltre i 60 anni.

Anche la Legge Fornero ha inciso sul fenomeno, sono aumentati i morti sul lavoro che hanno più di 60 anni. Sono oltre il 30% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. All’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 669 lavoratori (mai stati così tanti dal 2008), con le morti sulle strade e in itinere si superano i 1350 morti complessivi (stima minima). Nell’intero 2014 sui luoghi di lavoro sono stati 661. Occorre tener presente che nelle statistiche delle morti sul lavoro lo Stato considera morti sul lavoro anche i lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere e che tantissime categorie come per esempio le partite Iva Individuali, Vigili del fuoco, Poliziotti, Carabinieri, lavoratori in nero, pensionati in agricoltura e tanti altri non rientrano tra i morti per infortuni monitorati dall’Inail. Valutando i dati Inail relativi ai primi 10 mesi del 2015 risulta che le morti denunciate per infortuni in occasione di lavoro sono state 729 (compreso l’itinere 988), sui luoghi di lavoro, senza itinere, senza mezzo di trasporto e senza mezzo in itinere, sono state 509, noi ne abbiamo monitorate 589. Come negli anni precedenti solo una parte di queste morti assicurate all’Inail verranno riconosciute come infortunio su lavoro, diversi contenziosi sono per le morti in itinere. Nelle statistiche dell’Osservatorio Indipendente di Bologna il 30,7% dei morti sui luoghi di lavoro ha un’età superiore a 60 anni. Il 33,8 sono in agricoltura, di questi 136 sono stati schiacciati dal trattore, oltre il 20% sul totale di tutte le morti per infortuni. Gli stranieri sono stati il 10,3% sul totale. La nazionalità con più vittime tra gli stranieri sono i romeni.

Nel 2014 l’Inail ha riconosciuto 662 morti sul lavoro, ma i numeri, per l’Osservatorio, sono diversi.

L’Inail ha riconosciuto nel 2014 complessivamente 662 morti sul lavoro, di questi il 52% sono morti in itinere e sulle strade ma le denunce per infortuni mortali sono state 1107. Noi abbiamo registrato nel 2014 ben 661 morti sui luoghi di lavoro (tutti documentati) se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si sono superati l’anno scorso i 1300 morti. I morti per infortuni sui luoghi di lavoro da noi registrati non sono mai stati così tanti da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio. In questi otto anni di monitoraggio delle vittime i morti per infortunio si sono solo trasferiti dall’Inail ad altre categorie, sono aumentati i morti in nero, in grigio, ma soprattutto nelle partite Iva individuali. Ma perché questa enorme differenza? L’Inail occorre ricordarlo ancora una volta, registra le morti solo dei propri assicurati e in tantissimi non lo sono. Sta a noi che svolgiamo un lavoro volontario, senza interesse di nessun tipo far conoscere anche questo aspetto ai cittadini italiani.

Fonte: Jobsnews.it

By |2015-12-21T10:58:26+00:00dicembre 21st, 2015|Sicurezza sul Lavoro|