ADDETTO ALLA FORGIATURA. RISCHI. PREVENZIONE. INDUSTRIA MECCANICA.

L’addetto alla forgiatura è un lavoratore specializzato nella lavorazione a caldo dei metalli (deformazione plastica) da billette, lingotti, masselli mediante la quale si ottengono semilavorati o pezzi finiti (fucinati/stampati). E che la lavorazione può essere svolta manualmente o con mezzi meccanici.

Questi i fattori di rischio connessi alla professione:
– “lesioni agli occhi e ustioni al corpo causate dalla proiezione di frammenti e dalla caduta di oggetti ad alta temperatura durante la lavorazione;
– traumi, lacerazioni, contusioni, ferite, bruciature e ustioni provocati dalla manipolazione dei metalli caldi, cadute e scivolamenti;
– elettrocuzione o ustioni causate dal contatto con parti in tensione delle macchine;
– lesioni a carico dell’apparato uditivo (ipoacusia, perdita dell’udito) causate dall’elevato rumore (magli, presse);
– lombalgie e traumi al rachide dovuti alle vibrazioni trasmesse al corpo intero (vibrazioni trasmesse dalle macchine/impianti a terra);
– esposizione a campi elettromagnetici (forni ad induzione magnetica);
– esposizione a radiazioni ottiche artificiali (emesso dal pezzo portato a temperatura di più di 1000 °C che emette radiazione luminosa infrarosso);
– stress termico provocato dal microclima sfavorevole dovuto alla presenza dei forni, dei bidoni contenenti i pezzi forgiati e del calore prodotto dalla combustione degli olii;
– malattie respiratorie, dermatologiche e a carico dell’apparato digerente dovuto rispettivamente ad inalazione, contatto o ingestione di prodotti chimici;
– lesioni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico causate da lavoro ripetitivo e dalla movimentazione manuale dei carichi”.

Le principali macchine e impianti utilizzati nel processo di lavorazione sono:
– “maglio: macchina utilizzata per l’attività di deformazione plastica del metallo;
– presse (stampo aperto e chiuso): macchina utilizzata per l’attività di deformazione plastica del metallo;
– manipolatori: attrezzatura meccanica utilizzata per il sollevamento/trasporto di materiale dal forno all’area di lavoro;
– mezzi meccanici di sollevamento e movimentazione: utilizzati nel caso di lavorazione di pezzi di grosse dimensioni per il trasporto e posizionamento;
– incudine e mazza: utensili manuali utilizzati per l’attività di deformazione plastica del metallo;
– tenaglie da fabbro: utensile manuale utilizzato per il sollevamento/trasporto di materiale dal forno all’area di lavoro;
– forno a gas: riscaldamento metallo;
– forno a induzione: riscaldamento metallo”.

I rischi di infortunio sono: rischi infortunistici, rumore, vibrazioni sistema mano-braccio, vibrazioni corpo intero, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali, microclima, rischi chimici e biologici, movimentazione manuale dei carichi, lavoro ripetitivo.

In merito alla movimentazione manuale dei carichi (MMC) è necessario:
– “adottare le misure organizzative necessarie e ricorrere ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori;
– intervenire dal punto di vista tecnico/organizzativo per ridurre il rischio dovuto a: caratteristiche del carico (peso, ingombro, equilibrio, posizione); sforzo fisico richiesto (eccessivo, torsione tronco, movimenti bruschi, posizione instabile); caratteristiche dell’ambiente di lavoro (spazio insufficiente, pavimentazione, microclima); fattori individuali di rischio;
– se necessario eseguire l’attività con due o più operatori ed elaborare la procedura relativa”.

Se poi dalla valutazione emerge una esposizione ai rischi correlati al lavoro ripetitivo è necessario adottare le seguenti misure:
– “adottare interventi a livello strutturale con il fine di migliorare le posture e i movimenti incongrui, la compressione degli arti superiori e l’uso della forza: interventi sul lay-out, ergonomia postazione di lavoro, ergonomia attrezzature”;
– adottare “interventi a livello organizzativo con il fine di migliorare la frequenza e la ripetitività dei gesti lavorativi e la carenza dei tempi di recupero: ritmi, pause, rotazione delle mansioni”.

Per alcune attrezzature di lavoro utilizzate dall’addetto è necessaria una semplice check-list relativa agli aspetti di sicurezza minimi come sui magli e sulle presse a caldo:
– “è presente una segregazione con cellule fotoelettriche o doppio comando nella zona frontale?
– è presente una segregazione della zona posteriore?
– è presente il libretto d’uso e manutenzione?
– solo per le presse: sono provvisti di attrezzature a pressione (es. bombole “accumulatori idropneumatici)”? Se si, vedere anche quanto indicato nella scheda relativamente a attrezzature/insiemi a pressione;
– “questa attrezzatura è inserita in un programma di manutenzione programmata dei dispositivi di sicurezza?
– gli operatori sono stati addestrati all’uso di questa attrezzatura ed informati degli eventuali rischi residui?
– sono presenti altri dispositivi aggiuntivi? O soluzioni diverse da quelle descritte purché di pari efficacia preventiva”?

By |2014-09-12T10:16:17+00:00settembre 12th, 2014|Sicurezza sul Lavoro|