300 morti sul lavoro nel primo semestre 2014

300 morti sul lavoro nel primo semestre 2014

Aumento del 12% rispetto all’anno scorso

Analizzando i dati del primo semestre 2014 e prendendo in considerazione tutte le morti sul lavoro, si registra un aumento, rispetto ai primi sei mesi del 2008, un aumento piccolo ma significativo del 2,4%. Nonostante l’opinione pubblica pensi il contrario a causa della propaganda, anche governativa di chi si è succeduto nel corso di questi sette anni, i morti sul lavoro non sono mai calati e questo nonostante si siano persi milioni di posti di lavoro. In questo momento del 2014 l’agricoltura col 42% del totale ha un picco incredibile di morti. In questo comparto il 68% di questi lavoratori sono morti in un modo drammatico: schiacciati dal trattore che guidavano, a volte non subito, ma dopo settimane d’agonia. In edilizia i morti sui luoghi di lavoro sono il 23,6% del totale. L’industria “contribuisce” per il 9,2%, il 6,2%, invece, viene dal settore autotrasporti. Inoltre, ci sono tutti i lavoratori morti nei vari servizi alle imprese. Percentualmente le morti sul lavoro, sl momento sono distribuite in maniera similare in tutte le fasce d’età, a parte per l’agricoltura, dove le vittime hanno un’età mediamente più alta. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono l’11,25% sul totale e i romeni sono sempre i più numerosi con il 46%. Queste morti, come documentato dall’Osservatorio Indipendente di Bologna, sono soprattutto dovute a lavoro precario e in nero, o in ditte artigianali dove i lavoratori possono essere licenziati in qualsiasi momento.

By |2014-09-01T10:43:31+00:00luglio 3rd, 2014|Comunicati Stampa, Medicina e Salute, Tutela Ambientale|