Malattia Professionale o Causa di Servizio: cos’è? Come denunciarla all’INAIL? Come funziona la visita fiscale?

Malattia Professionale o Causa di Servizio: cos'è? Come denunciarla all'INAIL? Come funziona la visita fiscale?

Cos’è la Malattia Professionale?

Nello specifico, la legge italiana, riconosce la natura di malattia professionale a quello stato di aggressione dell’organismo del lavoratore direttamente connessa all’attività lavorativa svolta causa di una definitiva alterazione dell’organismo stesso che compromette la capacità lavorativa.

La malattia professionale INAIL è riconosciuta come causa di servizio, quando rientra nell’elenco malattie tabellate, ossia, nella lista delle 24 malattie individuate per il settore dell’agricoltura o nella lista delle 85 malattie per il settore industria sancite dal D.P.R. 336/94 e successive modificazioni, comprese la silicosi, la asbestosi e le malattie da raggi X del personale sanitario.

E’ altresì riconosciuta la causa di servizio, se la malattia professionale INAIL rientra nella lista malattie non tabellate, per le quali il lavoratore deve dimostrare la causa ed effetto dell’insorgere della malattia con l’attività lavorativa.

Cos’è la Causa di Servizio?

Lo Stato e la Legge italiana, riconosce la malattia professionale (o tecnopatia) e la causa di servizio quando: la malattia si contrae per esposizione a determinati rischi correlati al tipo di lavoro svolto, come il contatto a polveri e sostanze chimiche nocive, rumore, vibrazioni, radiazioni, misure organizzative che agiscono negativamente sulla salute, ecc…; ed il rischio agisce in modo prolungato nel tempo: causa lenta.

I lavoratori tutelati dall’INAIL per l’insorgere di una malattia professionale, sono tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati, parasubordinati, ed alcune tipologie di lavoratori autonomi, come ad esempio gli artigiani e coltivatori diretti.

Qualora la malattia professionale riconosciuta dall’INAIL, abbia determinato l’impossibilità di svolgere l’attività lavorativa, l’astensione viene pagata dall’Istituto a decorrere dal giorno di denuncia all’INAIL.

Quali sono gli obblighi del Datore di Lavoro?

Il lavoratore che sviluppa una determinata malattia professionale è obbligato a consegnare al datore di lavoro entro 15 giorni dalla manifestazione della malattia, altrimenti decade il diritto all’indennizzo relativo al periodo antecedente alla denuncia, il certificato medico entro 15 gg dalla manifestazione della malattia.

Il Datore di Lavoro ha l’obbligo di trasmettere la denuncia di malattia professionale all’INAIL, con allegato il certificato medico entro 5 giorni successivi a quello della consegna della segnalazione della malattia professionale da parte del lavoratore.

Il datore di lavoro deve indicare obbligatoriamente nella denuncia il codice fiscale del lavoratore, in caso di indicazione mancante o errata, è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa di euro € 25,82 (L. 251/1982, art. 16).

In caso di denuncia mancata, tardiva, inesatta oppure incompleta: sanzione amministrativa da € 258 a € 1549 (D.P.R. n. 1124/1965, art. 53 e L. 561/1993, art. 2, comma 1, lett. B).

Per le violazioni contestate a partire dal 1° gennaio 2007 è prevista la quintuplicazione delle sanzioni amministrative (L. 296/06, art. 1, comma 1177).

In caso di denuncia mancante, tardiva, inesatta o incompleta: da euro 1290 a euro 7745, in caso di codice fiscale mancante o inesatto euro 129.

 

Cosa sapere riguardo il Certificato Medico da consegnare all’INAIL?

  1. Il medico certificatore deve compilare la Certificazione Medica di Malattia Professionale, che è stata modificata con il nuovo modello compilabile, che è utilizzato dal primo settembre 2014.
    Il medico certificatore una volta compilato il certificato, lo consegna al lavoratore che dovrà presentare la domanda di prestazioni assicurative dell’INAIL;
  2. Deve denunciare alla Direzione Provinciale del Lavoro le malattie professionali comprese in un elenco approvato con decreto ministeriale.
    L’obbligo della denuncia da parte del medico è previsto dall’art. 139, del DPR 1124/65 e la sua omissione è sanzionata. Copia di tale denuncia deve essere inviata alla ASL e alla Sede INAIL competente per territorio e in tal modo confluisce nel registro nazionale delle malattie causate dal lavoro ovvero ad esso correlate.

Cosa deve contenere la Denuncia di Riconoscimento Causa di Servizio?

Nel modulo Denuncia malattia professionale INAIL che il lavoratore e il datore di lavoro devono presentare obbligatoriamente per il riconoscimento della Malattia Professionale deve contenere:

  • Nome e Cognome, la ditta, ragione o denominazione sociale del datore di lavoro;
  • Luogo, giorno e Ora in cui è avvenuto l’infortunio o riscontrata l’inizio della Malattia Professionale;
  • Natura e Causa accertata o Presunta della malattia o e le circostanze nelle quali essa si è verificata, anche in riferimento ad eventuali deficienze di misure di igiene e di prevenzione;
  • Nome e Cognome, Età, Residenza, CODICE FISCALE, e Occupazione abituale della persona che ha manifestato i sintomi della malattia;
  • Stato di salute di quest’ultima, le conseguenze probabili della malattia e il tempo in cui sarà possibile conoscere l’esito definitivo.

E' possibile effettuare Online la Denuncia della Malattia Professionale?

E’ possibile effettuare Online la Denuncia della Malattia Professionale?

L’invio telematico della denuncia per malattia professionale è consentito a tutti i Datori di lavoro in possesso di Posizione Assicurativa, ed ai loro delegati.

La denuncia telematica all’INAIL può essere usata per gli infortuni e le malattie professionali avvenuti ai lavoratori:

  • dell’industria, dell’artigianato, del terziario e altro;
  • delle Pubbliche Amministrazioni titolari di specifico rapporto assicurativo con l’Istituto.

Il servizio non è ancora attivo per i lavoratori:

  • subordinati a tempo indeterminato dell’agricoltura;
  • dipendenti della Pubblica Amministrazione alle quali si applica la “gestione per conto” e, pertanto, non intestatarie di alcuna Posizione assicurativa territoriale (PAT);
  • studenti delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado.

Qual è l’indennità riconosciuta dall’INAIL?

L’INAIL, a seguito della ricezione della documentazione relativa alla denuncia della malattia professionale del lavoratore mediante il datore di lavoro che trasmette il certificato medico e denuncia di infortunio sul lavoro di malattia professionale /tecnopatia, invita il lavoratore a presentarsi presso la Sede per la istruttoria amministrativa del suo caso per essere poi sottoposto a visita medica.

Le prestazioni che l’INAIL eroga all’assicurato infortunato o tecnopatico, sono:

  • cure ambulatoriali;
  • indennità giornaliera per l’inabilità temporanea, ovvero, un indennizzo in capitale o in rendita in base al grado e al tipo di menomazione, del danno biologico e per le sue conseguenze patrimoniali;
  • rendita ai superstiti;
  • assegno di incollocabilità;
  • speciale assegno continuativo mensile;
  • cure idrofangotermali e soggiorni climatici;
  • fornitura di protesi, ortesi e presidi;
  • assegno per assistenza personale continuativa;
  • rendita di passaggio (in caso di silicosi o asbestosi).

Le prestazioni economiche sono corrisposte anche se il datore di lavoro non è in regola con gli obblighi contributivi, ad eccezione del caso dei lavoratori autonomi (artigiani, coltivatori diretti) e sono erogate tramite pagamento da parte dell’INPS.

Si ricorda che dal marzo 2001 è in vigore una particolare assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici la cui prestazione è la rendita per invalidità permanente. Tale assicurazione, dal maggio 2006, prevede anche la rendita ai superstiti nei casi di infortunio mortale.

Non mi è stata riconosciuta la Causa di Servizio, come fare ricorso?

L’assicurato, entro 3 anni dalla notifica della decisione INAIL per il mancato riconoscimento della malattia professionale può fare Ricorso e chiedere di essere sottoposto ad una visita medica collegiale tra il medico dell’INAIL e il proprio medico di fiducia, quest’ultimo a spese dell’assicurato. L’esito della visita collegiale non è però vincolante per nessuna delle due parti, anche se, in un eventuale giudizio, può avere il suo peso.

Se non si riceve risposta entro 60 giorni o se si riceve risposta negativa, si può fare un ricorso giudiziale al Giudice del Lavoro, sempre nel termine dei 3 anni dalla notifica della decisione INAIL.

Per le casalinghe, il termine del ricorso amministrativo è di 90 giorni. Se non si riceve risposta entro 120 giorni o se si riceve risposta negativa, si può fare un ricorso giudiziale al Giudice del Lavoro.

Come funziona la Visita Fiscale?

La malattia professionale INAIL qualora venga riconosciuta al lavoratore, esonera il lavoratore dipendente pubblico dalla reperibilità orari visite fiscali. Sono esclusi dall’obbligo di reperibilità orari visite fiscali, i lavoratori a cui viene riconosciuta la malattia professionale INAIL per causa di servizio o infortunio solo per i dipendenti pubblici.
L’articolo 69 del decreto legislativo 150/2009, ha infatto individuato l’esclusione e l’esonero dall’obbligo della visita fiscale i soli dipendenti pubblici per i quali l’assenza dal posto di lavoro sia determinata da una serie di cause e motivi tali dal non dover rispettare alcun obbligo di orari visite fiscali:

  1. patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  2. infortuni sul lavoro;
  3. malattie professionali per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
  4. stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.

I privati sono esclusi dall’obbligo della visita fiscale per la Malattia Professionale INAIL?

No i dipendenti privati hanno l’obbligo di rispettare la reperibilità durante gli orari visite fiscali, in quanto non godono delle cause di esclusione dei dipendenti pubblici, attualmente la possibile esclusione dei privati, può essere sancita dalla sola contrattazione collettiva.

Pertanto, l’esclusione dall’obbligo degli orari delle visite fiscali per i dipendenti privati a cui viene riconosciuta la malattia professionale o causa di servizio, può essere prevista solo se è presente la specifica clausola nel CCNL di appartenenza.