La Società ha fallito quando gli Stupratori non sanno di esserlo

E’ ormai nota la storia delle due americane presumibilmente violentate da due carabinieri in servizio, di fatti innumerevoli sono i post a favore delle ragazze o dei carabinieri, i commenti e le indignazioni si sprecano.

Di fatti molte sono state le persone (e le piattaforme) che hanno deciso di cavalcare l’onda dell’ingenuità delle persone, realizzando delle immagini ad-hoc allo scopo di avere click facili e e condivisioni.

Le bufale (fake news) sono numerose, così come quella della presunta assicurazione antistupro (smentita dal sito Bufale.net), oppure questa immagine che ritrae le due studentesse in una situazione poco sobria.

Perché pubblicare le bufale? Semplicemente allo scopo di guadagnarci, tramite click e condivisioni gli articoli vengono letti, le pubblicità visualizzate ed i guadagni di questo tipo di piattaforme sono in continuo aumento.

E’ necessario quindi prestare massima attenzione a ciò che si condivide, di fatti, non solo si va a danneggiare ulteriormente le vittime della bufala, ma si ingrossano anche i portafogli di questi individui di questi portali.

Gli psicologi hanno analizzato i commenti di alcuni stupratori

Il 26 Luglio 2012 su Reddit.com, noto forum online, venne pubblicata ala seguente domanda:

Molte parole si spendono per le vittime di violenza sessuale. Voi che vi trovate dall’altra parte, cioé avete commesso uno stupro, cosa avete da dire? Qual è stato il motivo per cui l’avete fatto? Ve ne pentite?

In pochi giorni sono state numerose le risposte degli utenti (anonimi) che hanno risposto all’insolita domanda.

Un team di ricercatori ha quindi scaricato tutti i commenti e condotto uno studio: le risposte sono state oltre 12000, ma 68 sono gli account che sono stati selezionati per una ulteriore analisi, il tutto è stato poi pubblicato sulla rivista: Psychology of Violence.

Stupro

Quali sono le giustificazioni degli stupratori?

I commenti sono stati letti da un team di ricercatori addestrati ed alcuni assistenti dei ricercatori per garantire una certa imparzialità alla ricerca.

Il team di lettori e gli assistenti devono categorizzare il tipo di giustificazioni date allo stupro commesso secondo un codice prestabilito, per individuare le più frequenti.

Ecco quali sono le sei giustificazioni usate dagli stupratori:

  1. Scrpit Sessuali Deviati
    Gli Script Sessuali sono dei copioni che si trovano nella nostra mente. Gli Script vengono utilizzati per guidare il comportamento in determinate situazioni. Nel caso degli script sessuali, riguardano le situazioni in cui abbiamo degli incontri sessuali.
    In sostanza questi script ci dicono quali sono quelle “regole basilari” riguardo il sesso, cosa va fatto e cosa no.
    Il 37% delle risposte giustificava la violenza sessuale attraverso un processo di razionalizzazione. La frase tipo era la seguente:
    “Quando la donna dice no, in realtà vuol dire sì: le donne sono fatte così”
  2. Biasimare la vittima
    Giustificare il gesto malsano come una giusta punizione per la vittima è un classico. Circa ail 29% delle risposte incolpava la vittima di aver bevuto troppo, di non aver urlato “no” abbastanza forte e/o di non aver respinto fisicamente le avance subite.
    I commenti analizzati, inoltre, incolpavano la vittima di aver avuto una vita sessuale troppo libera: “Ha avuto 9 ragazzi? Allora sarà sicuramente una sgualdrina!”
  3. Odio verso l’altro sesso
    Molti autori dei commenti avevano opinioni estremamente negative delle donne e scrivevano frasi che esprimevano la propria indignazione. La causa principale del loro odio riguardava il modo in cui erano stati lasciati in passato da altre donne (ex fidanzate, ex mogli, ecc…). Questa ostilità sembra, inoltre, influenzare in modo estremamente pesante come le donne vengono poi trattate nell’intimo. Il 24% dei commentatori hanno espresso la propria rabbia verso le donne in generale accanendosi con la vittima di turno.
    Questi “uomini” sono così annebbiati dall’odio che non si rendono conto che stanno letteralmente confessando di aver commesso un reato su internet.
  4. Essenzialismo biologico
    Il 18% semplicemente si giustifica: “L’uomo è fatto così, gli ormoni non si possono controllare”. Questi commentatori affermano che lo stupratore non possa essere completamente responsabile delle sua azioni a causa della sua biologia maschile. Per loro solo le donne hanno la responsabilità di impedire che accada una violenza.
  5. La vittima come un oggetto
    L’oggettivazione sessuale (cioè ridurre il potenziale partner sessuale ad un mero oggetto sessuale) è frequente nei commenti. Il 18% degli stupratori dimostrava una sistematica oggettivazione della donna, unicamente basata sulla sua desiderabilità fisica. Alcune persone dichiaravano senza mezzi termini che le donne non sono altro che oggetti da utilizzare durante il sesso, senza alcuna altra utilità. “Lei non era più una persona. Era uno strumento, un mezzo per raggiungere un fine.”
  6. Sociosessualità
    Secondo il 18% degli spietati commentatori, lo stupro era visto come un modo per avere più partner sessuali possibili, senza doversi preoccupare di come l’intimità o la relazione. La gratificazione fisica sembrava essere l’unico obiettivo di queste persone, le quali si ritengono “annoiate dal sesso normale”, dal momento che non richiede l’uso della forza. Questi sono probabilmente i soggetti più pericolosi da evitare per strada.

Alcune frasi degli stupratori

I ricercatori hanno inoltre notato che l’essenzialismo biologico era spesso accompagnato dall’oggettivazione sessuale della donna e dall’incolpare la vittima per lo stupro.

Un utente aveva dichiarato di aver continuato il rapporto nonostante fosse evidente che la donna non fosse consenziente, perché incapace di controllarsi in alcun modo.

Le conclusioni

Talvolta l’accaduto è meno spaventante dei commenti al di sotto dello stesso, alcuni incitano all’odio, altri alla violenza carnale. Fortunatamente sarà la giustizia reale a fare il suo corso, non quella di Facebook.

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